Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno
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1940
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pagina
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482
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482 Luigi Signorelli
Don Pietro doveva aver conosciuto (forse dall'amico Governatore di Toscanella, avv. Carancini) i rapporti dell'Arma contro di lui, e contro questa inveisce, mentre l'Arma stessa appare sempre più impotente ad affrontarlo e seguita solo a rapportare.
Invero, come risulta da rapporti del 30 dicembre 1834 del Governatore di Toscanella e del Comando del distaccamento di Canino dei carabinieri pontifici e da quello 2 gennaio 1835 del Delegato apostolico di Viterbo, Don Pietro il giorno di Natale si era recato armato di fucile come costumava andare alla caserma dei carabinieri ed aveva ricercato il brigadiere Chiorri e, conosciuto che era fuori in servizio, con maggiore irruenza chiese conto che noi avevamo fatto dei rapporti in di lui svantaggio e che avevamo millantato di non avergli alcun riguardo se lo trovassero con il contumace Felice Gavazzi gridando: Io non temo di voi, carogne! e nel tempo stesso disse che gliePavressimo pagata e contemporaneamente mi spianò al petto una pistola ingrillettata . Il vice brigadiere Zarmini seguita:Io cercai allora di cannarlo, ma dallo schiamazzo che faceva accorsero i carabinieri della brigata che si trovavano in Canino e vedendolo con la pistola alla mano ed il fucile, retrocedettero con me per prendere le armi. Don Pietro allora sortì [di strada gridando fortemente: sortite brutte carogne a fare a schioppettate, che non temo né la colonna mobile né la brigata. A tali insulti mi affacciai alla finestra dicendogli che era una vergogna ad un suo pari di fare tali invettive alla forza ed egli invece di calmarsi mi spianò il fucile dicendomi: questa è la vergogna. Mi ritirai allora ed esso se ne partì sempre inveendo contro di noi. In seguito il di lui fratello Don Antonio ed il Sig. Vincenzo Valentini mi fecero chiamare nella di lui scuderia, mentre perlustravamo il paese, e recatomi colà trovai Don Pietro il quale mi fece conoscere che si era abbandonato a questa furia perchè gli avevano rapportato delle ciarle, ma che poi era rimasto persuaso della falsità! Senza commenti!! l)
desperàtion d'esprit déplorable, il se voyait en .butte .'nix attaques dea exagérés de sou partì, qui lui reprocbaient sou alh'ance avec nous et le rendraient sottemeut respon-saBle de l'occupation prolpngée de Home (P. BONAPAHTE, op. cit. p. 42), Si vuole anche che il motivo ultimo del suicidio si debba ricercare nel fatto che il Valentini fosse stato sorteggiato per .l'assassinio di Napoleone III; si sarebbe soppresso perchè aveva suprema vergogna di fare quanto gli era stato comandato. Non lasciò alcuno scritto in merito alla sua estrema risoluzione. È abbastanza sintomatico che un futuro patriota italiano, figura non di secondo piano, si trovasse a fianco di Don Pietro nel giorno del delitto.
!) Detti rapporti si trovano allegati agli atti del succitato processo contro Don Pietro, pp. 356,357 e 359. Altro rapporto sui fatti stessi, del tenente Cagiano (12 gennaio 1835, n. 2200) è allegato a p. 358,