Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno
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1940
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pagina
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483
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 483
E Roma, alla fine, si decise ad adottare i provvedimenti per eliminare tali inconvenienti. Con lettera riservata n. 24362 del 6 gennaio 1835 il Governatore di Roma, Direttore della Polizia, faceva noto a Monsignore Delegato Apostolico di Viterbo: Gli inconvenienti non piccoli, che da qualche tempo inquietano la popolazione di Canino, e dei quali V. S* Hl.ma ha dato dettagliati rapporti nei bollettini politici,' e in appositi dispacci, non mi permettono di differire più oltre (?) l'opportuno riparo .
Si compiaccia Ella pertanto colla maggiore sollecitudine di far sentire alla Principessa di Canino, nel modo che crederà più conveniente, che non dia più in sua casa accesso ai Gavazzi, e, se fosse anche possibile (?) procuri che essi non si uniscano più al figlio Sig. Don Pietro (?). Affido alla di Lei sperimentata prudenza ed attaccamento al Governo la pronta esecuzione di tal geloso ed interessante incarico .*)
H pròDelegato apostolico reggente, Grispigni, ricevuto il prudente verbo di Roma, si trovò impacciato. Aveva spedito quattro giorni innanzi il succitato rapporto circa le gravi minaccie e gli insulti da parte di Don Pietro all'Arma e non sapeva capacitarsi di tanta arrendevolezza, per non pensare di peggio, dei suoi superiori. Nel dubbio che non avessero ricevuto tale rapporto, prese il coraggio a due mani e scrisse: ho ricevuto il venerato e riservato dispaccio di V. E. R.ma in data 6 corr. n. 2436 . Io non avrei esitato un momento solo a dare la corrispondente esecuzione. Mi lusingo però che l'È. V. R.ma non vorrà attribuirmi a mancanza se mi permetto di esporle alcuni riflessi, per i quali ho creduto prudente tenere in sospeso il savio temperamento da Lei preso. E qui trascriveva il rapporto 2 gennaio e seguitava: nel dubbio che questa nuova mancanza del giovane Bonaparte non fosse compresa nei motivi che {hanno /determinato V. E. R.ma a commettermi l'avvertimento da farsi sentire alla Principessa di Canino, che d'altronde il Comando superiore dell'Arma poteva ordinare direttamente contro di lui qualche misura, ho creduto renderne consapevole la E. V. R.ma, onde agisca con tutta quella necessaria intelligenza che esige la delicatezza della cosa e per evitare quelle dispiacevoli conseguenze che potrebbe apportare l'incontrò di due diverse superiori disposizioni .2)
Ma il Segretario per gli Affari di Stato interni replicò con lettera 31 gennaio 1835 di dar corso alla intimazione alla Principessa di Canino, facendo conoscere che l'imprudente contegno (sic) di Don Pietro nei
1) Documenti allegati al procèsso stesso, p. 360.
2) Ivi, p. 361.