Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
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1940
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484
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484 Luigi Signorelli
riguardi dell'Arma è oggetto di verificazioni in proposito . Infatti era stato spedito sul luogo il tenente Cagiano, comandante lo squadrone dei carabinieri di Viterbo. *)
Al Delegato apostolico non restava che obbedire; incaricò pertanto il marchese Origo, tenente colonnello dei carabinieri, ed il Sig. capitano Alboni, direttore di quella polizia provinciale, di recarsi a Musignano, al fine di esporre oralmente alla Principessa di Canino le disposizioni governative.
I commissari riferivano di essersi recati a Musignano il [19 gennaio 1835 e di aver eseguito quanto loro era stato commesso con quei riguardi dovuti al suddetto Personaggio, che, dopo aver fatto loro una cortese accoglienza, dichiarò con franchezza che già aveva disposto che i fratelli Gavazzi venissero allontanati dalla sua Famiglia, ed assicurò che non avrebbe più. permesso che a quei due soggetti si desse accesso in Sua Casa, né asilo in quelle Sue Tenute in conformità dei voleri del Superiore Governo. Esternò altresì la Sua gratitudine per l'attenzione che le si era usata ed in voce ed in iscritto mostrò desiderio che si fossero avanzati anche all'È. V. S.ma i di Lei ringraziamenti .?)
Infatti aveva consegnati ai commissari la seguente lettera a firma del suo confessore di fiducia, frate Maurizio da Brescia: La Principessa di Canino m'impone di attestarle quanto sia stata sensibile alla particolare attenzione con la quale Le è stata fatta la Commissione. Per cui mi ordina di pregarla di anticipare da parte sua all' Ecc.mo Cardinale Segretario di Stato i più vivi ringraziamenti . 3)
Il richiamo deve aver avuto il suo effetto nei riguardi dei Gavazzi, perchè, d'ora innanzi, negli atti esaminati, non figura più alcun accenno ai predetti, che dovevano avere abbandonato quel territorio; e ciò fa supporre che l'ordine pubblico fosse rientrato in Canino nella normalità.*'
Ma, ormai, restava una questione aperta ed insoluta, per la debolezza del Governo di Roma, tra l'Arma dei carabinieri pontifici e i Bona-parte e specialmente tra essa e Don Pietro. Questi, con la fierezza ed i sentimenti di prepotenza e di animosità che lo distinguevano, non aveva dimenticato i trascorsi avvenimenti; l'Arma, offesa e vilipesa, impotente a reagire, non si sentiva appoggiata dal Superiore Governo, dal quale
i) Ivi, p. 362.
2) Ivi, p. 365.
3) Ivi, p. 364.
') Nel rapporto politico settimanale del Delegato apostolico di Viterbo, n. 6 dell'8-14 febbraio 1835, ai legge: comunico che i fratelli Gavazzi presi alle strette ed incalzati*, hanno abbandonato il territorio di panino e dintorni1.