Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <490>
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490 Luigi SignoreUi
risoluto di farla finita, e che nel termine stretto di quindici giorni voleva che partissero dallo Stato per non ritornarvi mai più . *)
Il cardinale Fesch si dette premura di avvertire la Principessa di Canino, che inviò a Roma il Padre Maurizio da Brescia, il quale il 26 aprile dirigeva alla stessa Principessa una lettera ragguagliandola della situazione "Te manifestando il dubbio che vi sia qualche motivo o vero o immaginato, che non si vuole, o non si puole bene spiegare,2)
Lo-stesso Fesch si oppose ostinatamente alla soluzione offerta dal Papa, preferendo che i nipoti, anziché esiliati, fossero imprigionati in via correzionale e Gregorio XVI 'nell'Udienza del 27 aprile ce finalmente si arrese ed ordinò l'arresto. 3)
A tal punto lo scrittore della Civiltà Cattolica rappresenta che il Papa si arrese si mal volentieri, che volle ne restasse documento in un dispaccio 29 aprile con cui il cardinale Lambruschini ne affidò l'esecu­zione (dell'arresto) al Governatore di Roma.4* E commenta, un poco più appresso, che dopo di ciò non può non recar sorpresa ch'egli (il Fesch), per ricoprire se stesso, cercasse poi di far ricadere la responsa­bilità dell'infelice partito adottato sulla S. Sede .SJ
Quanto sopra non è esatto. Lo scrivente ha so t t'occhio gli atti originali del processo svoltosi a carico di Pietro Bonaparte per l'eccidio di Canino. A"p. 684 di essi è inserita la lettera originale, a firma autografa del car­dinal Lambruschini, diretta al Governatore di Roma, con la quale si im­partiva l'ordine di arresto dei Bonaparte; porta la data del 28 aprale 1836 e non del 29 ed il testo è del seguente tenore, e cioè, molto differente da quello trascritto a p. 346347 della Civiltà Cattolica, quaderno 2086.
La cattiva condotta che si tiene in Canino dai Signori Don Pietro e Don Antonio Fratelli Bonaparte obbliga il Pontificio Governo a pren­dere sopra i medesimi un efficace provvedimento. Sarà, pertanto, cura di Monsignor Governatore di Roma di dare alla Forza de' Carabinieri gli opportuni ordini per il loro arresto, avvertendo che si procuri di eseguirlo con maniere industriose e separatamente, l'uno dall'altro, affine di evitare ogni possibile inconveniente che derivar potesse dal
') Vedi copia di un rapporto del Rivarola anita ai succitati atti di processo, p. 780* accompagnata da lettera 3 giugno 1836 del Cardinale Segretario di Stato a Monsignor Governatore di Roma, nella quale sono fatte presenti alcune circostanze che seguirono al colloquio tra il Papa ed il Rivarola.
2) La lettera di P. Maurizio da Brescia è riportata integralmente dalla Civiltà Cattolico, p. 345 e 346, quaderno 2086.
3) Ivi, p. 346. <) Ivi, p, 346. s) Ivi, p. 347.