Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno
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1940
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pagina
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491
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I
Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 491
loro carattere animosissimo a danno di loro stessi e della Forza incaricatane; in seguito di che dovranno i medesimi essere tradotti e ritenersi in separati locali in questo Forte Sant'Angelo, ove altra volta fa ristretto Don Pietro ad istanza della propria madre.
La ben nota saviezza di Monsignor Governatore, cui è affidata questa delicata incombenza, darà le disposizioni ulteriori che si convengono al suesposto oggetto.
A tergo della lettera è steso il sunto del provvedimento adottato dal Governatore di Roma:
28 aprile 1836. Essendosi dato immediatamente dal sottoscritto
al Sig (illeggibile) le opportune disposizioni in termini identici al
presente dispaccio, agli atti per ora in attesa dell'esecuzione. F.to: L. GiacchiGov..
Come si vede tale testo, che non può menomamente dubitarsi che sia l'originale, *) non contiene alcun cenno alle conversazioni tra il Papa ed il cardinale Fesch, che tra l'altro sembra strano che venissero portate a conoscenza delle autorità subordinate.
, quindi, la lettera trascritta dalla Civiltà Cattolica, portante la data del 29 aprile, allorché cioè l'ordine di arresto era già in possesso degli organi esecutivi, pur non dubitandosi affatto che essa esista negli Archivi Vaticani, non può, ad avviso dello scrivente, che rappresentare un documento stilato dalla Curia ad eccidio avvenuto ed al fine di giustificare l'accaduto e compromettere maggiormente il Fesch.2)
Ma, seguitando nella narrazione, occorre far presente che i fratelli Bonaparte furono tenuti, come era naturale, all'oscuro di tutto e rimasero nella illusione che la pratica per i passaporti (per l'estero) fosse sempre in corso, così che fecero i preparativi per la partenza, indirizzando, tra l'altro, al loro padre, Luciano, che si trovava a Londra, la seguente lettera. 3>
J) Anche nel ristretto a stampa del processo, citato dalla Civiltà Cattolica, risulta che la lettera di arresto porta la data del 28 aprile 1836.
2) Dopo di ciò si può pensare che anche il rapporto succitato del cardinale Kivarola (vedi nota 1 alla pag. precedente) sia stato compilato ad eccidio verificatosi, al fine di giustificare l'operato del Pontefice e di preparare la documentazione per Finstrucndo processo.
3) Il documento è allegato agli atti di difesa nel noto processo, prodotti dall'avvocato difensore Ala, p. 188. Archivio di Stato di Roma, Sacra Consulta, busta 195, n. 154 rosso).
È da notare che in tale lettera Pietro pone in rilievo gli eroici sforzi di Luciano, evidentemente, per restaurare il Bonapartismo in Francia, portando così prova sicura sull'azione che, com'è noto, Luciano svolgeva in quel momento a Londra (cfr. precedente nota 2 a pagina 469).