Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <493>
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 493
industriose, sarebbe stata sicura; e vi erano gravi precedenti specifici al riguardo, quale, tra gli altri, la resistenza alla Forza per opera di Don Pietro a Radieofani nel 1833, allorché si trattò di arrestarlo, a seguito della sua espulsione dalla Toscana, per tradurlo al Forte Sant'Angelo. Si trattava, così, di un ordine di arresto condizionato, e cioè, subordinato all'adottarsi di talune particolari cautele.
Ed ecco le maniere industriose seguite. L'esecuzione dell'arresto venne affidata alle medesime persone che erano state da lui più volte offese ed insultate (i carabinieri della brigata di Canino), le quali, con a capo il tenente Cagiano, autore del soprascritto ultimatum, da cui traspare ad ogni rigo l'animosità eia partigianeria a danno dei Bonaparte, lo affrontarono sulla piazza centrale del paese, dinanzi al caffè princi­pale, nell'ora nella quale è maggiore la frequenza del pubblico (verso il tramonto in una limpida giornata di maggio), tantoché, come risulta dal testimoniale del processo, almeno una trentina di persone assi­stettero alla scena. Non si potrebbe immaginare una più clamorosa pubblicità ed una maggiore mancanza di tatto e di prudenza.
E che l'Arma non aveva perdonato ai propri offensori; benché conscia di violare gli ordini superiori, volle evidentemente, dando cosi altra prova della indisciplina che animava il Corpo, che come pubbliche erano state le offese, cosi pubblica ne fosse la riparazione, a monito dei malintenzionati, molto numerosi in quel paese.
È si noti che nella mattina di quello stesso giorno 3 maggio il tenente Cagiano tenne discorso con Don Pietro (reso [avvertito dal farmacista Luciano Orioli della presenza di gran numero di carabi­nieri), " e fu il discorso con cui il Cagiano, alla domanda e dichiarazione fattagli dal giovane principe: se avete ordine di arrestarmi parlatemi chiaro, mi uniformo a tutto, io e mio fratello siamo in trattato di avere i passaporti dal Governo di America; vorrei vedere la mia Madre e dirle addio e poi andiamo, risposò non aver alcun ordine che il riguardasse e ne lo assicurò da vero amico e sulla parola di onore. Quanto sópra risulta da un rapporto del capitano dei carabinieri Guadagnini2) e dalla deposizione di quattro testimoni interrogati nel dibattito orale, tra cui il maresciallo Rinaldini (uno dei feriti nel conflitto), il carabiniere Cialdea, l'ex-bargello Cavazzuti.3) È bensì vero che la sentenza di condanna *) non tenne conto, e forse non doveva tener conto ai fini
1) Cfr. santo del verbale di udienza del processo, p. 127.
2) Rapporto 3 maggio 1886 allegato a p. 5 degli atti di processo.
> Cfr. sunto del verbale di udienza e. sM pp. 178, 175, 177, 180 a 181. *) Cfr. sentenza, p. 23.