Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno
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1940
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pagina
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499
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 499
Con altro rapporto 12 maggio 1836 il Comandante la brigata dei carabinieri pontifici di Canino faceva conoscere al sig. Clavari, con massima riservatezza, che un certo Don Michele Scaglioni Parroco, stretto amico del suddetto Don Pietro,... andando qualche volta in sua compagnia nel suo palazzo, discorrendo anche con le loro concubine in sua presenza, ed in quando in quando andavano alla Cacciarella ed anche alla Caccia, per cui questo curato sempre se la passava indifferente e nulla gli diceva nella loro condotta e questi se ne approfittavano a menare una vita così scandalosa e così... nulla rispettavano del buon costume e né tampoco la nostra religione, e perciò si vede anche al presente che il suddetto curato Don Michele le (sic) molto portato per questa famiglia giacché si vede che le (sic) più. contrario alla Forza. 21
Tutte le autorità locali erano demolite: Priore, Parroco, Governatore; non restava integra che l'Arma!
E poiché si parla del clero locale, sembra opportuno pubblicare in appendice (v. documento n. Vili) un rapporto dell'arciprete di Canino, Don Giov. Battista Spaccari, di forte sapore don abbondiano, che egli, richiestone, diresse al dott. Clavari sul contegno in paese dei fratelli Bonaparte. Un colpo al cerchio ed un altro alla botte. Ciò che dimostra di quanta poca libertà godessero i parroci nell'esplicazione del loro ministero spirituale sotto il Governo pontificio.
Sulle modalità con le quali si svolse l'istruttoria da parte del dottor Clavari non vi sono da fare particolari rilievi.
La tesi messa innanzi dalla difesa si era che Don Pietro non avesse ritenuto che il sottotenente Cagiano intimava lo arresto per ordine del Superiore Governo; in quel momento neppure immaginare avrebbe affatto potuto, si perchè era nella buona fede di ricevere dal Governo i passaporti per America in forza dello accettato decreto in esilio, sì perchè la nuova Sovrana disposizione da esso ignoravasi, sì perchè Cagiano
come lo aveva dato il Papa), quando anche ci fossero casi di poterli dare, o se in seguito agli ordini ne fossero derivati inconvenienti simili a quelli di oggi (il conflitto con la Forza), ma che responsabilità non avrei io contratto ?. E più oltre se il Sig. Capitano facesse rapporti contenenti simili asserzioni di troppa indulgenza, ecc., prego Lei di considerare che malamente lo hanno informato i Carabinieri. E nel rapporto inserito a- p. 369 è d'uopo convincersi sempre più che le iniquità dei Caninesi vanno curate dalle loro radici: Vabuso intollerabile delle armi indosso di quasi tutti coloro, riunito all'indole facinorosa che li distingue, è la sorgente perenne di sempre nuovi disordini. A ripararli propongo di stazionare in Canino una forza adeguata colla inculcazione espressa di perquisire giornalmente tutti gli individui sospetti di detenzione di armi e di arrestarli. E in altro rapporto (p. 370) il Governatore elenca tutti i Canincsi che portano sempre armi in dosso.
i) Lettera allegata agli atti di processo, p. 439.