Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <505>
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 505
Bonaparte e ne era stato cacciato da un guardiano perchè sorpreso a rullare ed era stato in seguito ferito dai Gavazzi, protetti dai Bonaparte, ed il quale pertanto non poteva non sentire odio verso di questi. Poste­riormente, poi, al ferimento del Dominici, i Bonaparte erano timorosi di vendetta da parte del figliastro di quello, Cesare Romiteìli, detto anche esso Saltamacchione, e del quale in appresso vedremo le gesta. l)
Dopo quanto precede, l'affermare che Don Pietro si fosse armato per far strage dei carabinieri, in odio all'Arma ed all'autorità, sembra costituire tesi più, che azzardata.
E sembra, forse, più. nel vero l'affermare che le ragioni della grave condanna debbono ricercarsi piuttosto in fini di carattere politico, quali quelli segnalati dai rapporti dei rappresentanti delle Potenze presso la Santa Sede pubblicati in appendice e segnatamente dal rapporto del Ludolf, il quale esplicitamente affermava: V. E. intanto hen com­prenderà in quale imbarazzo va a trovarsi quel Governo (il Pontificio) per tale avvenimento e più oltre: non so come saranno per cavarsi da questo serio imbarazzo; mentre a dire del Legato di S. M. Sarda si va biasimando la soverchia longanimità del Governo, per aver finora tollerato sì largamente le continue violenze che si commettevano da quei Tir annetti.2)
Avendo Don Pietro interposto appello, la condanna fu poi confermata dal Tribunale della Sagra Consulta con sentenza in data 23 dicembre 1836. Il Legato di S. M. Sarda presso la Santa Sede, con molto acume, osservava: pare alquanto singolare che si possa inter­porre appello, trattandosi di una sentenza pronunciata da un Tribu­nale Speciale costituito per questo processo da S. Santità medesima.3)
1) I signori Alessandro Gattoli, Domenico Campanari, Eusebio Menighi, e Berretti fecero deposizione che il Dominici aveva fatto minaccia ad necem contro i Bonaparte e che lo stesso aveva una volta appostato Don Pietro dietro una siepe in attesa che transitasse (cfr. atti processo contro Don Pietro, pp. 448, 499, 567, 569 e 583). Cfe. altresì la denuncia di Don Pietro all' Uditore giudiziario di Canino ,cta nella nota 2 della pagina precedente.
H sig. "Vincenzo Valentini depose che tanto i due fratelli che la madre avevano ricevuto lettere e ceche con minaccia di morte (v, p. 628 e seg.).
Infine Cesare Romiteìli, brigante di professione come in appresso si vedrà, aveva sporto denuncia contro i fratelli Gavazzi per tentato ferimento (irò, p. 723).
La sentenza di condanna di Don Pietro si limita a dichiarare nei riguardi dei premessi fatti che non rimangono concluse le asserite ingiurie e minacele ed apposta-nienti imputati al contumace Dominici o Saltamacchione.
2) Cfr. docc, dal II al IV compresi, pubblicati in appendice. Cfr. anche DIEGO ANGELI, op. ot., IX, p. 165.
3} Rapporto 5 novembre 1836. Archivio di Stato di Torino. Lettere Ministri, Roma, mazzo n. 336.