Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
anno
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1940
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pagina
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528
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Leopoldo Sanati
Menarmi. Gioacchino Brumidi, del conte Carlo Rossi, di Colomba de1 Bianchi, ecc., indicavano, già nel Principe di Canino, una delle figure più importanti di quel grande processo.
Il Nunzio non rispose però con quella sollecitudine che ci ai poteva immaginare, tanto che la Sagra Consulta in data 8 agosto fa scrivere al Nunzio da mona. MatteuccL Non avendo fin qui ricevuto riscontro alcuno, e dubitando poter essere andato smarrito il precedente mio foglio, ho creduto opportuno rinnovare il presente, pregando la di lei bontà a favorirmi al più presto possibile di un qualche cenno in proposito, indicandomi nel caso i mezzi di prova per poter constatare le accennate circostanze.
Finalmente il 17 agosto il Nunzio risponde con una <t riscrvatissima che deve aver fatto perdere all'inquirente qualunque speranza, se mai l'avesse concepita, di seguire con qualche successo quella pista. Sia che le nuove indagini avessero dati scarsi risultati, sia la particolare gravità che veniva ad assumere ora nello stadio della causa qualunque affermazione, il fatto sta che il Nunzio si rivela cauto, assai cauto nel riferire, quasi dimentico della sicurezza con la quale aveva, a suo tempo, spontaneamente raccontati gli aneddoti riferiti, e promesso prove e rivelazioni di confidenti.
Nell'attesa risposta, infatti, dopo le immancabili scuse per il ritardo, il Nunzio faceva conoscere di aver tratto quelle notizie dalla pubblica voce e da private testimo-nianze; scendendo nei particolari per ciò che si riferisce al Principe di Canino così scrive testualmente: in quanto alle parole che dicevonsi pronunciate dal Principe di Canino il giorno 12 novembre nel Circolo Popolare di Firenze, ninna prova mi è riuscita di avere dalle recenti investigazioni da me praticate. Peraltro il signor Amici diceva in quell'epoca e ripete tuttora essersi avveduto con il Principe nella piazza di Santa Felicita e di aver udito da quest'ultimo che egli si restituiva a Roma per fare una guerra a morte al Ministro Rossi. C'è come si può notare, fra le due lettere una buona differenza!
Se questo particolare a carico del Canino svaniva come fatto a se, per confondersi con l'accusa generalmente mossagli, che più volte appare nel processo, di aver svolto sia in Roma che fuori, in Toscana specialmente, azione contraria al Governo Pontificio, ben altre più gravi e precise risultanze erano intanto emerse nel corso di tutta quella lunga e laboriosa istruttoria, tanto che, chiusasi questa, e messosi a stendere il suo ristretto l'aw. Laurent! non può non segnalare al Presidente della Sagra Consulta pressapoco con le stesse parole con le quali questi lo segnalerà poi al card. Antonelli, che nella causa di assassinio dei conte Pellegrino Rossi figura il principe di Canino come uno dei principali agenti morali per somministrazioni di denaro, e per istigazioni focacemente fatte, onde seguisse Veccidio del Rossi, e la ribellione del 6 novembre 1848.
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Il Giovagnoli 0 ha cercato come è noto, di spiegare la sparizione del nome del Principe di Canino dal ristretto e dalla sentenza col riferire un brano tolto dagli appunti per quelle memorie che, purtroppo il card. Pentini non pubblicò mai pur avendone avuta l'intenzione.
Il brano merita di essere riportato, per-la parte che ci interessa: La sera del 21 marzo 1854 fui da Mona. Muccioli... in questa circostanza trovai che aveva sul involino 11 ristretto stampato del processo Bossi e mi disse che il venerdì 24 andava a
0 GIOVAGNOLI, op. cit., voi. 3, pp 109-110 (nota).