Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
anno
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1940
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pagina
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529
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Ancora sul processo Rosài; II Principe di Canino 529
farsene la prima discussione in tribunale; mi aggiunse poi che questo processo fu consegnato dal Processante fin dal mese di giugno 1853 e che fu passato a 5. Santità; il quale non lo fece ritornare al Tribunale se non nel mese di febbraio 1854 accompagnato da officiali disposizioni che ingiungevano di togliere alcune cose, che venivano espressamente indicate, ed erano tutte quelle che, in qualche modo, riguardavano il Principe di Canino, evitando perfino farvi il di lui nome, quando necessariamente veniva indicato nelle rispettive deposizioni
Si riteneva poi che questo processo fosse, in quel lungo periodo stato trasmesso a Parigi e che di là fossero venuti li sopra indicati cambiamenti, e che, anzi, da quel tempo in poi non aveva avuto più accesso a Corte il detto Canino.... H Giovagnoli aggiunge il seguente commento:
Le cose dette daMons. Muccioli a Mons. Pentini nonsono tutte perfettamente esatte, a giudicarne dagli atti del processo... (nei quali) il nome del Principe di Canino, figura in più di centoventi testimonianze, nessuna delle quali appare che sia stata soppressa. Ciò non vuol dire che, nel lungo intervallo corso dal giugno 1853 al febbraio 1854, il processo non possa essere stato inviato a Parigi; anzi tutto lascia credere che effettivamente ci sia stato mandato, ed è certo che da quell'anno il Canino non fu più visto alla Corte imperiale di Francia.
e Le officiali disposizioni date dal Pontefice Pio IX, allorché egli rinviò il processo all'Ufficio di istruzione, e concernenti la omissione di alcune cose e soppressione del nome del Canino, non si riferivano al processo, il quale rimase come era risultato dalle istruttorie Cecchini e Laurenti, ma si riferivano alla Relazione Sommaria o ristretto che il Laurent! aveva fatto e nella qualeil Papa volle che il nome del Canino non figurasse mai. E chiaro che qui si lascia intendere che la sparizione di quel nome dal ristretto e dalla sentenza sia dovuta al Papa su pressioni fatte dalla Corte Francese la quale avrebbe avuto anche agio di esaminare l'intero e voluminoso processo.
Che su quest'ultima notizia il Giovagnoli avesse avuto dei dubbi basterebbe a dimostrarlo la diversa importanza data alla cosa nell'edizione del pruno volume (1898) dove nell*annunziare che il secondo volume dell'opera sarebbe uscito nel gennaio dei-Panno successivo, v*è anche il sommario dei capitoli che il volume avrebbe contenuto, fra questi si può leggere nel sommario di quello che avrebbe dovuto essere il cap. XII: Il processo inviato all'Imperatore Napoleone HI il che fa presupporre che l'autore avesse intenzione di dedicare alla cosa più ampiezza di quella poi accordata al particolare nel secondo volume, uscito invece nel 1911, dove questo specifico argomento è sparito dal sommario dei capitoli e del resto anche dal testo, perfinire accennato in una nota. Su queste questioni il documento che segue reca senza dubbio della luce. Ultimata dall'aw. Laurcnti la stesura del ristretto1 pronto quindi questo per essere stampato e distribuito ai giudici per la fase definitiva del processo, il Presidente del Tribunale della Sagra Consulta ritiene opportuno richiamare, anche a scanso di proprie responsabilità, l'attenzione del cardinale Antonelli, sulla figura del Principe di Canino quale emerge dal processo, con un rapporto in data 6 settembre 1853. Eccone il testo:
Rapporto a S. Eminenza Reverendissima Sig. Cardinale Antonelli Segretario-di Stato Lì 6 settembre 1853.
Nella eausa di assassinio del eonte Pellegrino Rossi, figura il Prìncipe di Canino come uno dei principali agenti morali per somministrazioni di danaro* e per istigazioni efficacemente fatte, onde seguisse Veccidio del Rossi, e la ribellione del 6 novembre 1848.