Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
anno
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1940
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pagina
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532
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532 Leopoldo Sandri
Tutte le accennate risultanze che gravano il Canino sono diffusamente riportate nella relazione fiscale ai sopracitati ed altrove.
Prona peraltro di venire alla pubblicazione della relazione suddetta, il sottoscritto Presidente del Supremo Tribunale della S. Consulla si crede in dovere di sottoporre alta Em.za V.ra Rev.ma alcune rispettose osservazioni.
Legato in parentela il Principe di Canino, come ben conosce VEm.za V.ra, con VIm~ peratore de1 Francesi, il farlo apparire apertamente correo del più vile assassinio potrebbe urtare la suscettibilità di quella corte.
Ad evitare possibilmente qualsivoglia rimostranza, potrebbe non farsi figurare nella relazione il nome del Principe di Canino, tanto più che non sta in giudizio, perchè, contumace, il che non altererebbe punto né la storia del fatto, né la serie delle prove.
Trattandosi di cosa ben delicata, il sottoscritto supplica VEmjsa V.ra Jiev.ma a volergli comunicare in proposito le superiori sue istruzioni, che si farà un dovere di religiosamente eseguire.
Postrato intanto al bacio della S. Porpora si afferma con ogni maniera di venerazione ed ossequio
DelVEm.za V.ra Rev.ma
Umilissimo Divotissimo Servitore Salbo M. Sagrètti.
A tergo del documento leggesi 3 novembre 53
S. E. Mr. Presidente mi ha ordinato verbalmente di riformare la relazione per quanto concerne il Principe di Canino in modo da non nominarlo.
Aw. Laureati giud.
12 novembre 53
Eseguito col depennare il nome, cognome e qualifica, seguendo invece N. Contumace, il quale aggiunto basta per sé a motivare la soppressione del Nome.
Aw. Laurenli.
3 dicembre
Visto in ordine all'esperimento delle correzioni di cui, nel presente rapporto. Aw. Pasqualoni Ud.
si sarebbe ottenuta la libertà che si sperava, che Rossi ad onta dei Carabinieri fatti venire sarebbe finito...
677. La deposizione di un Maresciallo dei Carabinieri... che esso deponente si recò la sera del 14 al caffè delle Belle Arti e al Circolo Popolare... (riferisce) nell'uno e nell'altro luogo si diceva quasi senza mistero che la mattina seguente si sarebbe fatta finita col Ministro Rossi, che cioè lo avrebbero ucciso.
Al Cìrcolo popolare era moltissima gente, ma fra tutti distinguevasì il dott. Pietro Sterbini e il signor Emigrato, quali declamavano più di ogni altro contro il Ministro e il suo Governo, facendo conoscere chiaramente che il giorno veniente sarebbe stato tolto l'ostacolo principale alle loro idee politiche che avrebbe cessato di esistere in una parola, il Conte Bossi, ripetendo di tanto in tanto... non dubitare popolo lasciate fare a noi che siamo i vostri padri, i vostri fratelli non dubitate, domani sarà tutto finito e comincerà per noi un'era novella, per cui anche un pazzo avrebbe capito che lo Sterbini e suo compagno avevano decìso di fare uccidere il Conte Rossi.