Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
anno <1940>   pagina <534>
immagine non disponibile

LIBRI E PERIODICI
SANTINI E., L'Eloquenza politica-accademica e forense in Italia dal 1815 ai giorni nostri, in Storia dei Generi Letterari Italiani; Milano, Vallardi, 1939, in 8, pp. 354, s. p.
E, questa, opera che se, in apparenza, sembra appartenere ad un campo di studi, dal nostro distintamente separato, interessa invece in notevole modo la storia del nostro riscatto nazionale. La quale non è, solo, la ricostruzione di avvenimenti politici, di pratiche diplomatiche, di imprese belliche, ma è movimento complesso, gigantesco di idee, di passioni, dove si ritrovano tutte le manifestazioni dello spirito del tempo, mirante all'unico scopo, di imporre alle moltitudini il problema della indipendenza della Patria, di farlo loro comprendere, di conquistarne la totale adesione. Cosi l'opera letteraria si connette, nel grande fine, alla politica; la filosofica alla diplomatica. E chi conosce le vicende del nostro ascendere a dignità ed unità nazionale, sa, come, nei maggiori fattori della nostra indipendenza, si ritrovino il pensatore e l'uomo di Stato, il letterato ed il costruttore della futura vita italiana.
Per siffatta ragione lo studio della Eloquenza costituisce elemento precipuo della intelligenza totale del nostro Risorgimento. Da prima, nelle pagine dei giornali stam­pati alla macchia, in quelle dei romanzi storici e delle opere politiche; poi,nella pubblica stampa, nelle assemblee, nelle pubbliche adunanze, gli uomini, che si erano proposti di costituire un'Italia libera ed una, espressero l'anima loro con arte, che, se nella forma poteva essere di maggiore o minore perfezione, nella sostanza rispondeva efficacemente allo scopo. E la fede che li animava, il dolore che li tormentava, la volontà che li soste­neva, rispecchiarono nelle loro opere perchè svegliassero i dormienti, confortassero gli incerti, sospingessero i credenti ad effettuare la indipendenza della patria. Cosi l'elo­quenza fu strumento di preparazione e di attuazione della grande opera: le masse segui­rono chi seppe loro dire la parola della verità e della fede, reagendo, per l'innato equi­librio della nostra stirpe, contro i deformatori, i corruttori delle coscienze e dei cuòri.
Ecco perchè la presente fatica di Emilio Santini costituisce un ottimo contributo alla sempre maggior comprensione del nostro Risorgimento. Egli ne segue le vicende attraverso l'arte oratoria degli nomini che ne furono gli animatori ed i costruttori; e con lui noi assistiamo allo svolgimento progressivo della nostra formazione nazionale. Ed è tanto piti importante il volume del Santini quanto più l'A., con felice intuito, non si è arrestato alla convenzionale, sorpassata data del 20 settembre 1870, ma ha prose­guito le sue ricerche fino ai giorni nostri, comprendendo che Risorgimento italiano non è la riunione delle terre italiane in una unità territoriale e politica, ma è,essenzialmente, formazione spirituale, cosciente di nuove idealità, di nuove mete che, nella trasforma-zione ineluttabile dei popoli e delle istituzioni di Europa e del mondo, il nostro popolo deve raggiungere, e raggiungerà. Il comprendere i giorni, in cui viviamo, come momenti fattivi di tutto il processo che, iniziatosi durante la seconda metà del sec. XVHI non ha compiuto, ancor oggi, il suo svolgimento, è felice intuizione del Santini, come studioso delle nostre lettere ed intelligente interprete della vita nazionale, moderna e contem­poranea. Alla impresa il Nostro non era nuovo, che a tutti gli studiosi era già noto il suo volume sull'Eloquenza italiana dal Concilio tridentino ai giorni nostri, uscito, pochi anni or sono, per i tipi del Sandron. Questa opera è stata oggi ripresa dal Santini insieme con il Vercesi: ed i due valenti scrittori si sono divisi il campo che, per un solo, era davvero gravoso. Il Vercesi si è scelto l'argomento più rispondente alla sua formazione mentale, alla sua coltura, ed alla sua attività, trattando della Eloquenza sacra in Italia dalla Riforma ai giorni nostri. Ed è doveroso riconoscere che egli ha fatto cosa egregia ed ha scritto più di una pagina che interessa anche il nostro Risorgimento: basti