Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
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1940
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pagina
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544
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544 Libri e periodici
Il carattere e il posto che spetta aìVJntroduxione, nel complesso dell'opera filosofica e polìtica del Gioberti, sono ben definiti col porre in evidenza la saldatura perfetta, che vi si compie, dei programmi di restaurazione religiosa, di risorgimento politico nazionale, e di rinnovamento filosofico; saldatura che nella Teoria era solo accennata o, comunque, imperfetta, allo stato tendenziale, e che ora trova il suo strumento e il suo sigillo nella scoperta della formula ideale* (p. LXI).
Assai persuasiva è la dimostrazione, offerta dal Calò, che tutte le opere del Gioberti hanno il loro germe neh"Introduzione, vi si trovano tn nuce. E ciò vale anche per gfi scritti di prevalente carattere politico. Verità già vagamente intuita dall'Anzilotti (Gioberti, Firenze, 1922, p. 80), ma che ora il Calò ha il merito di approfondire e
documentare.
CABLO MORANDI
GIANNI BAJ-MACARIO, Balconi 1912-13, voi. I, Milano, La Prora, in 4, pp. XXVIII-348, con 19 schizzi. L. 20.
L'argomento ha un singolare interesse intrinseco ed è, come è noto, intimamente e storicamente collegato a tutta la politica europea, anche a quella che in questi giorni vediamo svolgersi sotto i nostri occhi.
Per questo il volume del BajMacario è di piena attualità, e molto può giovare a meglio esaminare e a spiegare gli avvenimenti in corso.
A meglio valutare quelli stessi che formano l'argomento del libro, l'A. ha creduto necessario premettere un lungo capitolo introduttivo, suddistinto in paragrafi ed in parti singole, le quali concernono tutto quello che si può conoscere, fin da tempi remoti, sulla penisola balcanica, senza esclusione della Turchia, dal punto di vista etnografico, politico, geografico, militare, religioso, e via dicendo.
Trattazione irta di difficoltà, quando si voglia procedere sinteticamente, perchè la copia delle notizie non ha quasi misura, e perchè lo scacchiere su cui i fatti si avvicendano è il più vario che si possa immaginare.
Per questo l'A. ha ritenuto di meglio conseguire il suo intento, considerando separatamente ciascun settore balcanico, rifacendosi per ciascuno di essi ai secoli lontani per arrivare sino alla vigilia dell'avvenimento che è oggetto del suo studio, e lasciando pertanto al lettore il compito di vedere, in quella vigilia, la situazione attraverso quella che si potrebbe chiamare una sintesi delle sintesi.
Fra queste ultime trova particolarmente sviluppo e si manifesta con molta chiarezza quella che riguarda la Turchia, la e Grande Malata che, sottoposta alle cure dei molti medici europei, subisce successive mutilazioni, fino a trovarsi, in un'ora veramente critica della sua vitalità, e cioè nel 1911-12, in lotta contro la Quadruplice Balcanica.
L'A. trattando di tale lotta, è dominato dalla preoccupazione di farla conoscere soprattutto dal punto di vista politico e militare, senza esclusione di altri aspetti. Anzi sono gli aspetti vari dell'argomento che dominano nel suo pensiero e gli dettano capitoli nettamente distinti e riguardanti o le condizioni geografiche dei paesi belligeranti, o le forze numeriche che entrano in contesa, o il dispiegarsi delle forze stesse, o la loro preparazione ncU'immediata vigilia, o questo o quell'avvenimento nei diversi settori.
Questa partizione ci mette in grado di valutare le vastissime cognizioni che l'A. possiede, ci mette anche a contatto quasi diretto con quegli Uomini degli Stati Maggiori iugoslavo e bulgaro-coi quali l'A. ha largamente conferito, e ci porta sul terreno, là dove lungamente egli ha compiute le sue indagini, E ciò non è poco.
Ma ciò non può a meno di dare al racconto un'andatura spezzata e affaticante, cui non recano sufficiente sveltezza, le maniere stilistiche disinvolte, e le pennellate fatte di colore e di luce che ricordano persino, ma senza cadere in un esagerato soggettivismo, i modi ormai invecchiati della storia romanzata.