Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
anno
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1940
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pagina
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545
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Libri e periodici 545
li volume ci lascia pertanto con questa visione a Bettoli, con questi quadri a successione, e dipinti per giunta alla maniera dei divisionisti. Per cui ci sia consentito pensare che un bel capitolo conclusivo e veramente sintetico avrebbe reso più pregevole l'opera senza dubbio non povera di pregio.
L'A. dà poi nuova prova della sua accurata preparazione e della severità del suo studio, a proposito delle preoccupazioni che ha sentito e delle regole che si è dettato onde superare le grandi difficoltà che nascono dalla pluralità delle lingue e della grafia usata dai popoli balcanici, e delle discordanze dei loro calendari. A tanti lodevoli scrupoli ci sembra che non abbia pienamente corrisposta la cura nella stampa del volume dove sono troppi gli errori tipografici ed i refusi che la già lunga errata-corrige non ha potuto indicare.
Ma piuttosto dobbiamo rilevare altri pregi, quale è quello della pubblicazione di un'appendice di importanti documenti, di fotografie, di specchi e di altro materiale documentario. E più ancora ci piace di rilevare che l'A. ha aggiunto in fine numerosi schizzi topografici, nitidi e precisi, che si riferiscono alle varie operazioni militari che vanno dai movimenti di truppe-precedenti la battaglia di Kumanovo alla battaglia di Lùleburgaz.
PIERO ZAMA
Opere del SENZANOME, I. Memorie d'un Sottotenente; Pescara, Casa di Vesta -e dell'Alloro, 1938, hi 8, pp, 464. L. 20.
E un diario di guerra e di prigionia: uno di quei tipici documenti umani, sempre suggestivi quando siano schietti, che la grande tragedia sopportata vittoriosamente vent'anni or sono dal nostro popolo ha saputo creare per noi che ci volgiamo indietro a riguardare, e speriamo, per la generazione che ora si matura, e per quelli che verranno.
Documenti umani, e quindi, come ci sembra naturale, documenti anche per la storia propriamente intesa; giacché essi giovano per lo meno ad intendere psicologicamente il gran fatto di ieri, a considerarlo sotto la luce della passione, a riviverlo in quei.suoi caratteristici momenti che si chiamano, con parole di significato così diverso, ardimento, follia, dedizione, eroismo, martirio, e magari anche brutalità.
Ora le Memorie del Senzanome sono un hel diario, proprio perchè sono un tìpico documentò umano, nel quale possono ritrovare una parte di se medesimi coloro che vissero e che soffrirono, che ebbero fede e si offersero.
Qualcuno leggendo queste Memorie potrebbe dubitare che i taccuini da cui, come afferma l'A., è sorto il libro, abbiano subito qualche ritocco, giacché lo stile pud far pensare, qua e là, più al tavolino che alla trincea. Ma è probabile piuttosto che ciò dipenda soltanto dalla coltura prevalentemente letteraria dell'A., dal suo temperamento, dalla ricchezza della sua fantasia, e da quella sua grande sensibilità che non è difficile incontrare in uomini della sua terra d'Abruzzo, e che anzi nell'Abruzzo ha trovato espressione in esemplari umani quasi prodigiosi.
In verità noi abbiamo letto, commovendoci; e spesso abbiamo ammirato, insieme con lo scrittore efficace e colorito, il nobilissimo soldato che alla guerra è andato volontariamente, con tutta la poesia dei suoi anni giovanili, e che della morte non ha avuto paura mai. Ed abbiamo anche gustato quei suoi ritorni nostalgici, non infrequenti nel suo narrare, al suo passato, quel suo errare malinconico, dolce o sorrìdente fra trincea e scuola e casa; e certe sue ricostruzioni del mondo studentesco, fatte con brillante vivacità e con simpatica veridicità, hanno ricondotto noi pure piacevolmente indietro, in quelle stesse aule dove era stato il Pascoli e dove non venne, benché conclamato da noi studenti, il d'Annunzio.
Dichiara il Senzanome nelle prime pagine del suo volume, di aver pubblicato le sue Memorie per i giovani. E non saremo noi a dissentire circa la bontà del fine, ne a disconoscere la dignità con la quale il lavoro é stato compiuto.