Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO CARLO LUCIANO ; ROSSI PELLEGRINO
anno
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1940
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pagina
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556
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A f J VITA DELL'ISTITUTO
I 49 MARI JPUCCIONI. . I I H
La recente scomparsa di Mario Puccioni (1869-1940) segna una dolorosa perdita per le lettere e gli studi storici del nostro Risorgimento e per il nostro Istituto.
Mario Puccioni fu un ingegno eclettico, oratore, giurista, storico, continuo la tradizione italiana degli uomini del rinascimento italiano e toscano, in particolare. Parlatore elegante, avvocato di rinomanza, nella pratica della sua professione, nella successione di fatti diversi, pur cogliendo la verità effettuale, ne rilevò anche il lato umanistico, che è nel fondo di ogni cosa, anche la più tragica, e che ne è il commento implicito. Lo spirito lievemente scanzonato con il quale interpretava gli avvenimenti, questa sua ironia lontana dai sarcasmi e dalla platealità, acuta ma serena, ne caratterizza lo stile, la forma mentis.
La professione da Ini esercitata che riprese dal Padre avvocato di grido, l'amore, allo studio, alla ricerca, ed a Ila interpretazione del documento, non lo allontanò dalla vita pratica. Appartenente al partito conservatore-liberale, seguendo le direttive del padre, che fu uno dei principali esponenti della destra storica, il nostro fu Consigliere comunale, Assessore per gli affari legali del Comune di Firenze, Membro della Giunta provinciale amministrativa e, per moltissimi anni, Sindaco di Pontassieve.
Il fascismo lo ebbe fra i primi più ardenti seguaci; la sua attività di giurista esula dal nostro giudizio, egli come tale è stato degnamente co mm cui ora io alta terza sezione della Corte di Appello di Firenze.
L'affetto e la reverenza per il padre, il sen. Piero Puccioni, una delle personalità maggiori del movimento nazionale in Toscana, fondatore e direttore del giornale La Nazione, lo indusse a raccogliere, illustrandolo, il carteggio di lui, che documenta il contributo portato dalla.Toscana all'unita nazionale, e sempre sullo stesso e tracciato, per cui la storia regionale si cambiava in storia italiana, scrisse l* Unità d'Italia nel pensiero e nell'azione di Bettino Ricasoli. In quest'opera studiò la personalità dello Statista toscano, rivendicandone il valore come uomo politico e amministratore, incitatore di nuove energie nel campo economico e politico. Gli studi che seguirono: Vincenzo Malenchini nel risorgimento italiano La vita di Emilia Toscanelli Reruzzi Cinquantasette lettere di Massimo d'Azeglio, continuarono la serie delle sue ricerche in archivi pubblici e privati, ricerche che portarono sempre un valido contributo alla storia, che, passato il periodo epico, va ora costruendosi intorno al nostro Risorgimento. In questi ultimi tempi stava riordinando scritti postumi di Antonio Bicchierai intorno al processo Guerrazzi, e le memorie del Giochetti, direttore del carcere delle Murate, dove il Guerrazzi trascorse gran parte della sua prigionia. Scritti che il Puccioni avrebbe arricchite di note e documenti e che prossimamente dovevano essere pubblicati.
Giornalista, aveva mantenuto del giornale la scorrevolezza, la lievità dello scritto, per il grande pubblico, e queste sue qualità riaffioravano non solo nel frequentatore delle sale della Leonardo, ma ancho in due opere dirò così, non propriamente di studio: la prima data alle stampe nel 1937 Caccio e cacciatori in Toscana, gustosissima, non solo per gli appassionati dell'arte venatoria; la seconda pochi giorni prima della morte consegnata all'editore Vallecchi, Storielle, ricordi e memorie Reminiscenze italiane dal 1848 ni 1939. Un volume di circa trecento pagine, nel quale il Puccioni rievoca una gran parte della vita fiorentina e italiana dal 1848 ai giorni nostri, poiché le ultime pagine sono dedicate ni Duce e al fascismo.
Mario Puccioni chiuse cosi la sua laboriosa giornata nella consacrazione delle
memorie patrie che seppe far rivivere togliendole all'oblio ed alla polvere dogli archivi
perchè servissero di incitamento e di esempio.
RODOLFO CIULLINI