Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
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1940
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565
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Notizie e documenti inediti, ecc. 565
rendiamoci un giorno rispettabili ad essi stessi .1È La necessità di armarsi era dunque già ovvia ai singoli governi cispadani, ma l'and amen tu generale della guerra e la rottura delle trattative di pace col Papa rendevano utili più energici e comuni provvedimenti.
Nel Congresso Cispadano di Modena il problema dell'armamento, secondo i voleri del Bonaparte, venne considerato tanto nei limiti di ciascun governo per la tutela dell'ordine e la protezione dei propri confini, quanto nell'ambito di una comune difesa della sorgente Federazione Cispadana e per azioni di guerra da affidarsi ad una truppa assoldata Per il primo, scopo i deputati convenuti furono concordi nel deliberare che ciascuno dei quattro governi dovesse armare una propria Guardia Civica e Forese, e per la comune difesa si adottò in massima il partito ebe si dovessero assoldare cinque coorti di settecento uomini ciascuna, e cioè una per popolazione ed una quinta di forestieri, e si dovesse costituire un Comitato di pubblica difesa composto di cinque membri, uno per Modena, uno per Reggio e, alternativamente o a sorte, due per Ferrara è uno per Bologna, e viceversa. Un apposito comitato composto dei cittadini Leopoldo Cicognara per Ferrara, Giuseppe Olivari per Modena, Francesco Scartini per Reggio e G. B. Guasta villani per Bologna preparò un piano di regolamento per i lavori, della Giunta, che fu sottoposto al Bonaparte, il quale vi apportò alcune modificazioni.2* Nella seduta del 17 ottobre il Congresso procedette alla nomina dei membri della Giunta nelle persone dei cittadini Cicognara e Luigi Passega per Ferrara, Olivari per Modena, Scarniti per Reggio e Nicolò Fava per Bologna. Avvenute le nomine e preparato il piano dei lavori della Giunta, il conte Carlo Caprara deputato di Bologna, il quale tendeva a far prevalere il suo consiglio nei lavori del Congresso, per una certa autorità conferitagli dai benevolo riguardo a lui dimostrato dal Generale in capo fino dai primi incontri, propose e ottenne che i nominati si presentassero al Bonaparte, gli sottoponessero il piano formulato, e da lui ricevessero precise istruzioni. Il Generale defini meglio e specificatamente i compiti della Giunta e la formazione della Legione, e quanto alle nomine, pure apprezzandole, consigliò a darsi per capo uno che avesse un nome grande e molto conosciuto. 3) Riferite queste cose in Congresso,
l) Gridano di Modena. AHu (luta.
-) Per tale piano di regolamento e le differenze fra il testo proposto e quello approvato dal Congresso, vedi; CABLO ZAGIH, Jl Congresso di Bologna e la mistione dei Governi cispadani al Generale Bonaparte in Milano* in Rassegna Storica del Risorgimento, novembre 1935XIV, pp. 701 e seg.
3> Vedi: Dettaglio di quanto fu discusso e risoluto nel I Congresso di Modena inviato dal Ministro napoletano a Firenze Francesco Yernaccini al Principe di