Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI ; MOTI 1831
anno <1917>   pagina <364>
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Bottoni
Il Giangi ci ricorda anche che Federico Bentìvegni, cittadino prussiano erede dell'omonima famiglia rìminese, e Zavagli, vice­console austriaco, perorarono perii Battagliti e la citta tutta, volendo il. Mengen metterla a sacco, non solo per la resistenza fatta, ma perchè nella mischia alle Celle era rimasto ferito il giovine principe Liech­tenstein. '
Quasi subito il Mengen emanò un proclama col quale ordinava di portare senza ritardo tutte le armi da fuoco, da taglio, da punta al palazzo, e imperiosamente ingiungeva di deminciare chiunque avesse occultato in casa effetti o individui appartenenti all'esercito liberale in lugli, ;e Qualora non si fosse attemperato scrupolosamente alle suindicate disposizioni, scoperti i contravventori, sarebbero stati giu­dicati militarmente e puniti anche colla fucilazione. Appena giorno le armi furono portate ini piazza Fontana, e i fucili. militari furono inviati più tardi a Venezia. s
I riminesi rimasero, per qualche tempo, colla paura del saccheg-gio, perchè gli austriaci non ristettero dal derubare, rompere, abbru­ciare suppellettili porte, fìnestrOj o aprir botti di vino. I negozisf chiusero, meno i caffè.8
Ù 2(J marzo- giugeva il generale Geppert, comandante il corpo di occupazione : il Battaglio! io Spina, Zavagli ,ed :ajrl [andarono ad incontrarlo; eseguiti dal vescovo, dal vicario Biioli e dal can. CH Gra­nelli, i quali parlarono in favore della città di .Rimini che non aveva colpa alcuna dell'accaduto.
II Geppert, fatto sentire il suo torte rincresciimentQ,;Sopratutto per la ferita riportata dal principe taecMenstein, promise <tanon sarebbe stata esercitata nessuna vendetta *.
contabilità forzatamente mancante di boni' pei' le speciali conflMoni di Itimini nella notte del 25 e dui 26.
1 eiASBL 33. "
2 GIASCI, 33. Archivio C'unì, in Gambalunga* Titolo 3S3EY eit. Iiettera del Bavaglini al Delegato pontLBetó di Fori), 9 maggio 1831.
1 GIANGI, S9, t. o 34,
À A questo punto merita; di riferire il commento del GIAJJGI (35). Ecco le funeste conseguendo a cui ci uncinarono J Janatioi e gli sconsigliati. 1 quali, por assecondare i loro stolti capricci e-ib sognate folicittt rovinarono; tutti qnesct paesi ohe, anni addietro, ttonivotto, considerati: come i più costumati 'tranquilli (e mas. sime in nostra popolazione piti circospetta di ogni altra); ed ora si sono resi come i più insubordinatt e turbolenti agli occhi degli stranieri, per colpa di pochi sca­vezzacolli avidi di novità e pift di immeritati ma lucrosi ed onorifici impieghi, il tutto per interesse o vana pompa .