Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
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1940
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Notizie e documenti inediti, ecc. 575
utile servigio. Le sue condizioni non erano rosee; i legionari erano privi di armi, non tutti avevano l'uniforme, erano comandati da pochi ufficiali, i più non abili al comando e privi di autorità per imporre una qualsiasi disciplina. Eppure i governi cispadani si sentivano oppressi dalle spese necessarie al mantenimento di questa truppa, le quali si aggiungevano alle gravose contribuzioni imposte dai Francesi ed ai soprusi dei commissari di guerra! Ma Bonaparte scrivendo al generale Rusca il 4 dicembre, quasi in tono di rimprovero, osservava: Ben sarebbe tempo e Le la vostra Legione fosse alla fin fine formata.]) E volle subito trarne profìtto; e poiché proprio allora avvenivano gravi disordini in Garfa-gnana, ordinava al Rusca di concentrare la Legione a Modena e di correre ai monti. -) L'ordine di armare giunse il 10 dicembre, mentre il giorno precedente il Rusca, con quel che aveva potuto raccogliere della -coorte modenese al comando del.Fontanelli, era accorso a Concordia e Mirandola per soffocarvi un moto sedizioso. 3) Non si trattò che di una marcia militare seguita da un rapido ritorno a Modena con alcuni ostaggi, ma fu quella la prima fazione sostenuta da legionari cispadani, .alla quale tosto seguirono i preparativi per la spedizione in Garfagnana. Frattanto il 9 dicembre il capo battaglione Manneville comandante di piazza a Bologna comunicava al Senato l'ordine del Bonaparte che la coorte bolognese partisse alla volta di Cremona e fosse sostituita dalla civica nella guarnigione di Forte Urbano e che la partenza avvenisse non a ppena fosse giunta in Bologna la Legione lombarda del La Hoz. Si sperò nell'attesa di poter completare il contingente e l'equipaggiamento, ma il giono 10 il Manneville comunicò che la partenza dei legionari bolognesi doveva avvenire entro tre giorni. Furono allora mandati il comandante Piella e Giuseppe Carbonesi membro della Giunta per l'arruolamento come deputati a Modena presso il generale Rusca, per ottenere una dilazione di venti giorni, prospettandogli il fatto che la coorte di 560 uomini ne aveva 460 in Forte Urbano e 100 a Bologna, disarmati i più, senza cappotti, né scarpe, e poco disciplinati, sì che vi era timore che la marcia fuori dei confini della Cispadana potesse generare proteste e disorganizzazione. 4) Ma il Rusca non acconsentì alla richiesta, concentrò la coorte a Modena il 13 e la fece subito partire per Cremona.
1) Corréspondanee de Napoléon, I, II, n. 1216.
2) IDEM, Idem, n. 1256.
3) IDEM, Idem, un. 1263, 1264.
4) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Recapiti deWAsmhterìa di Magistrati* Busta 1-17 dicembre 1796. Lettera del Senato bolognese al generale Rusca in
data 9 dicembre 1796.