Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <578>
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Giovanni Natali
abbiano disertato dalle rispettive lóro compagnie, si ordina a qualunque degli abitanti del nostro territorio che qualora avvenisse loro di incentrarsi in alcuni dei predetti disertori debbano immediatamente arrestarli, disarmarli e consegnarli all'ufficiale comandante di Forte Franco, ovvero condurli a Bologna e consegnarli alle Guardie alle porte della città. A chiunque arresterà qualcuno dei predetti e li consegnerà come sopra insieme con le loro armi viene e sarà prontamente corrisposto il premio di lire 25. Ed essendo presi senz'armi lire 15 per ciascun individuo arrestato e consegnato.
Bologna, 19 dicembre J.796
G. Legnam Gonfaloniere A. M. Garimberti Segr. del Senato.
Questo bando non recò gli effetti sperati, onde il Senato per rico-truire la coorte, il 6 gennaio accordò il perdono ai disertori, purché si presentassero entro 15 giorni, ben disposti a essere riuniti alla loro coorte e a coloro che ritornassero con le loro armi e la montura si prometteva una gratificazione di uno scudo. *)
Anche la coorte ferrarese, comandata dal Guidetti, giovane audace ma inesperto, ebbe ordine a metà dicembre di trasferirsi a Milano e, secondo gli ordini del Bonaparte, la Legione Lombarda doveva portarsi a Bologna. Questo se ambio di militi fra la Cispadana e la Transpadana doveva contribuire alla iniziata fraternizzazione fra i popoli sollevati dall'intervento francese e, soprattutto, costringere i corpi suddetti, appena costituiti, ad un vero e proprio rendimento militare, quando si profilavano probabili ostilità contro lo Stato Pontificio e un inaspri­mento della guerra contro l'Austria.
Nel frattempo l'ordine ingiunto al generale Rusca di reprimere l'insurrezione della Garfagnana, offrì alle coorti modenese e reggiana l'occasione di partecipare ad una impresa, se non proprio di guerra, certo di qualche importanza militare e politica. A dir vero si trattò, anche questa volta, di una marcia, ma lunga ed aspra, e che ebbe momenti difficili e riuscì un primo saggio di quanto potessero sperare* quelle prime milizie, appena accozzate e maldestre, quando fossero in mano ad uomini energici ed esigenti, come il Rusca.
Fra fl. 13 e il 15 di dicembre transitavano per Modena le coorti di Bologna e Ferrara destinate alla Lombardia, giungeva da Ferrara il Calori con la sua artiglieria e le coorti modenese e reggiana ricevevano ordine di tenersi pronte a partire, ma non si sapeva per dove. Il generale Rusca, secondo la volontà del Bonaparte, introdusse nelle coorti vari ufficiali francesi, per meglio inquadrarle e disciplinarle: il Laboulaye
!) Raccolta dei bandi, ecc.-, Xlil, 7.