Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno
<
1940
>
pagina
<
586
>
586
Giovarmi Natali
del giorno 2 è quella del La Hoz, l> comandante della Legione Lombarda e anche dei Cispadani, ma da essa e da altri particolari non risalta quale parte questi ultimi abbiano avuto nello scontro. Sappiamo che il passaggio a guado del fiume e il forzamento del ponte furono oggetto di vanto da parte dello Scarabelli, del Fontanelli e di altri ufficiali; i legionari cispadani ebbero tuttavia parte limitata, se pur lodevole, nella breve vittoriosa azione all'ala destra dello schiera mento e con tutta probabilità al combattimento presero parte solo i 150 scelti, al comando di Scaruffi e di Fontanelli; il tenente L. Camurri dei granatieri reggiani potè più tardi affermare di essere stato il primo all'attacco di Faenza, a gettarsi nel fiume, a inseguire il nemico e a fargli trenta prigionieri. 2>
I Cispadani, mentre il grosso delle truppe procedevano da Faenza alla volta di Ancona, rimasero alcuni giorni di presidio a Faenza, poi, per ordine del generale Berthier capo di stato maggiore dell'Armata, proseguirono a marce forzate per Rimini, Pesaro e Fano, dove giunsero il 12 febbraio con buona disciplina e le migliori disposizioni di spirito.
A Fano lo Scarabelli trovò il cittadino Stefano Recco, corso di nascita, comandante della 11* mezza brigata di fanteria leggera francese, il quale aveva avuto ordine dal generale Bonaparte di assumere il comando delle truppe cispadane.3) Fu una sorpresa poco gradita per lo Scarabelli, che sulle prime credette di essere ingiustamente esautorato, ma probabilmente la nomina del Recco era stata pensata o decisa dal Bonaparte il 30 gennaio, quando aveva veduto in Bologna il contegno della Legione Cispadana e lo Scarabelli medesimo l'aveva pregato di dargli un aiutante valido a sostenere gli impegni e le fatiche di una campagna di guerra.*) A Bologna si vociferò che lo Scarabelli fosse stato destituito, S) ma egli potè presto confermare alla Giunta dì mantenere il comando, mentre il Recco doveva solo coadiuvarlo nella ulteriore organizzazione del corpo. Da Fano il 16 febbraio la Legione prosegui abbastanza ordinatamente in Ancona, dove il generale La Salcette dichiarò di esserne contento, benché fosse mal prevenuto nei riguardi di questa truppa impreparata. Di tali vicende e dei colloqui dello Scarabelli col Bonaparte è testimonianza la lettera che qui si riporta. 6)
i) Vedi: EMMA GRANDI, Faenza ai tempi della Rivoluzione francese (1796-1801)* Bologna, Zanichelli, 1906; pp. 68-81.
2) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Giunta ecc.. Lettere particolari, IH: il Camurri alla Giunta in data 24 aprile 1797.
3) IDEM, Giunta, ecc., Lettere particolari, IV, n. 105.
*) IDEM, Giunta, ecc., Memoriale dello Scarabelli. Vedi: Appendice B. j Gazzetta di Bologna, 18 febbraio 1797; REGIO ARCHIVIO DI STAIO DI BOLOGNA. Giunta, ecc., Lettere particolari, IV, n. 89. t
6) REGIO ARCBTVIO DI STATO DI BOLOGNA, Giunta, ecc., Lettere particolari, IV, a. 97.