Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <588>
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Giovanni Natali
Da Ancona, la notte del 20 febbraio, lo Scarabelli ebbe l'ordine di proseguire con tutti gli uomini per Loreto; le successive mosse e la partecipazione allo scontro di Sant'Elpidio sono diffusamente narrate dallo Scarabelli in una lettera al Luosi che qui integralmente riportiamo, come quella che descrive minutamente una delle fazioni più onorevoli della Legione Cispadana.lJ
Al Cittadino Luosi Membro della Giunta di Difesa Generale - Bologna
Da Macerata il 27 febbraio 1797. A. I della Rep. Cisp* In seguito ad ordine di coi vi resi inteso con mia del 20 coir., partissimo il 21 prima di giorno da Ancona e ci incamminammo verso Recanati da dove partissimo dopo poche ore di riposo e giungessimo la sera in Macerata.
Giovedì a giorno ci incamminassimo verso Città Nova, di colà si fece una spe­dizione d'un distaccamento di Cacciatori e Granatieri per dissipare un attruppamento di villani armati. Fu fucilato un contadino trovato con munizioni e sospetto grave­mente di esser complice di assassini seguiti nel giorno stesso di alcuni nostri soldati, che inabilitati a tenere il passo della truppa per rotture ai piedi cagionate dalla man­canza di scarpe, erano rimasti addietro e non si erano potuti salvare colla fuga, siccome avevano fatti altri dei loro compagni. I! venerdì mattina ci indirizzassimo al Castello di Sant* Elpìdio. Cam min facendo si fecero diversi tiri di cannone non senza Qualche successo contro barche peschereccie dei marinari del porto di Città Nova, ove si tene­vano rifugiati molti malviventi ed i rei di barbari omicidi di soldati francesi. La nostra marcia venne ritardata per qualche ora, che dovettero impiegarsi nella riparazione di due ponti stati tagliati poco prima, per tale oggetto, dai villani rivoltati di Sant'Elpidio. Trovandoci a vista ed in poca distanza dal Castello con tutta la Colonna in una strada angusta ed infossata nella montagna, fossimo sorpresi da una selva di fucilate partite dal recinto di un Convento di Cappuccini che, fronteggia detta strada. Furono prese immediatamente le misure opportune per sloggiarli; si cominciò l'attacco dopo che alle proposizioni fatte a quei rivoltosi di deporre le armi fu dal Generale Comm" Rusca risposto con colpi di fucile. La resistenza e il fuoco fatto da costoro durò per un'ora e mezzo circa ed in questo'frattempo calavano da tutte le parti partite d'armati per invilupparci e .tagliarci la ritirata e trucidare li fuggitivi. Come purtroppo accadde al Conte Braucadoro, uno dei Deputati della Città di Fermo che ci aveva raggiunto per istrada all'oggetto di trattare col Generale di affari del proprio paese. La nostra artiglieria si fece giorno nel recinto e la nostra nioschetteria la protesse facendo fuoco sopra quelli che si mostravano per tirarci. Molti di loro erano già fuggiti e 136 circa vi restarono uccisi­lo ebbi il dispiacere di vedermi ferito con due colpi mortali di fuoco il Citt0 Rou-zeaud, uno dei miei aiutanti di campo, ed il Citt0 Raspi sottotenente d'artiglieria d'un colpo di fuoco in una gamba, siccome pure diversi artiglieri uccisi in poca mia distanza e vari altri feriti da colpi di fuoco e di sassi che si scagliavano da quel recinto, ma ebbi la sorte di restare illeso, obbenchè restassimo lungamente in quella pericolosa posizione per eseguire gli ordini del Generale. Diversi altri bassi officiali e soldati delle diverse Coorti restarono feriti, alcuni dei quali sono morti nel seguente giorno ed altri restarono sul campo di battaglia. Sgombrato quel passo ascendessimo
1 ) REGIO AHCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Giunta* ecc.. Lettere particolari, IV, n. óI.
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