Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
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1940
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Giovanni Natali
della prima organizzazione, ma un malvolere cornane a tatti i comandanti francesi verso i legionari e, infine, qualche giusto motivo. La Legione, sempre in difetto di paghe e di montare, costretta a imprese troppo gravose per essa e formata di elementi di dubbia fede, era indisciplinata, minata da frequenti diserzioni e di poco salda compagine.
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II corpo meglio organizzato dei Cispadani era indubbiamente l'artiglieria, una compagnia della quale, al comando del capitano Antonio Astolfoni con tre pezzi, si fece molto onore nello scontro di Sant' Elpidio, dove ebbe due morti e numerosi feriti, tra i quali, gravemente, il tenente Raspi che comandava il fuoco. Un'altra compagnia si trovava a Forte Urbano sotto il capitano Sassi con 43 uomini e una terza nel forte di Ferrara con 68 uomini al comando del capitano Fabbri. Il complesso di questa forza proveniva dal corpo bene addestrato della artiglieria estense con qualche elemento dei cannonieri pontifici e ne teneva il comando generale il tenente colonnello Paolo Calori, espertissimo ufficiale estense, favorevolmente noto al generale Sahuguet che all'inizio di febbraio aveva sostituito il generale Rusca nel comando delle piazze della Romagna.
L'occupazione della Legazione di Ravenna, del Ducato di Urbino e ài Ancona consigliò al Bonaparte la requisizione di tutte le artiglierie pontifìcie esistenti nel territorio e il loro migliore impiego. Il 15 febbraio chiamò da Ferrara il Calori, che lo raggiunse a Tolentino mentre segnava la pace col Papa, lo portò con sé ad Ancona e gli impartì ordini per lavori di fortificazione e installazione di artiglierie nella fortezza e nel porto, allo scopo di premunirsi contro eventuali attacchi degli Inglesi.
Il Calori si mise alacremente all'opera, mandò a prender alcuni cannoni e cannonieri da Ferrara col capitano Bolognesi, raccolse in Ancona artiglierie e munizioni trovate a Sinigaglia ed Urbino, ma mentre attendeva a fortificare Ancona, avvenuta la delimitazione del confine delle Legazioni cedute dal Papa nel trattato di Tolentino e costituita l'Amministrazione centrale dell'Emilia, ebbe ordine ai primi di maggio di recarsi a Rimini e di mettere quella città in istato di difesa. ** Colà fece trasportare le artiglierie di Fano e di Pesaro e vi riunì i suoi artiglieri provenienti dalla Marca e da Ferrara, mentre tutto il territorio circostante era infestato dagli insorgenti del Montefeltro.
J) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Giunta, ecc.. Lettere particolari, IV e V: Corrispondenza del Calori con la Giunta e il Lnosi commissario della Giunta per la Romagna.