Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <594>
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Giovanni Natali
Pacificata la regione, il Calori continuò gli apprestamenti di Biminf fino alla metà di maggio, facendo alla Giunta concrete proposte.per la costruzione di una munita cittadella a Cattolica, sentinella avanzata della Repubblica Cispadana; in seguito, per ordine del Sahuguet, passò a Cesena ad armarvi quel forte, continuando a rendere importanti servigi.
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Grave intanto era la condizione delle tre coorti cispadane concen­trate in Ancona; la massima indisciplina regnava tra esse e la diserzione vi faceva larghi vuoti. Non giovava certo a queste truppe il dissidio fra lo Scarabelli e il Recco, dissidio insanabile, perchè il primo sentiva sminuita la propria autorità dalla attività organizzativa del secondo, e questi che avrebbe voluto e saputo procedere con energia per dare alla Legione una vera compagine militare, era impacciato dalle lentezze e dalle con­trarietà oppostegli dallo Scarabelli. La forza delle coorti era ben lungi dalle 700 teste ciascuna stabilite dal piano' di costituzione, infatti il 1 aprile toccava in complesso gli 824 uomini così ripartiti:
2a Coorte (modenese): ufficiali 17 e 6 assenti, truppa 144 e 74
assenti; 3a Coorte (reggiana): ufficiali 9 e 3 assenti, truppa 138 e 48
assenti; 5a Coorte (mista): ufficiali 20, truppa 212 e 52 assenti.
La vita di guarnigione insieme con truppe francesi e polacche in Ancona, la necessità di provvedere ad alcuni distaccamenti sparsi in alcuni luoghi della Romagna, aveva fatto sorgere negli stessi ufficiali il desiderio di rientrare tutti nella Cispadana, o almeno di concentrare l'intera' Legione in una sede sola e quivi darle unità di comando e regolarità di paghe, di rifornimenti e di quartieri.
Una pesante responsabilità gravava sulla Giunta di Difesa generale che avrebbe dovuto provvedere coi mezzi forniti, o piuttosto lesinati, dai Governi cispadani al regolare mantenimento delle coorti disseminate in numerosi distaccamenti in Lombardia, nella Romagna e in Ancona, senza contare le due centurie modenesi rimaste nella Garfagnana, i depositi fissi nelle quattro città cispadane e gruppi di malati ricoverati in ospedali nelle diverse tappe percorse.
Ma come provvedere a tutto? Il carteggio foltissimo della Giunta rivela le angustie di una amministrazione intralciata da mille difficoltà insuperabili, nonostante il buon volere degli amministratori. La Giunta, oltre a preoccuparsi sommamente dell'economico, pensava sempre ai complementi, perseguendo la irraggiungibile meta di portare la Legione