Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <600>
immagine non disponibile

600
Giovarmi Natali
Esortazioni e minacce non ottennero alcun effetto; la diserzione aveva cause profonde e molteplici che non potevano essere rimosse con belle parole Anzitutto i legionari, all'atto dell'assunzione, avevano avuto promessa di non essere impiegati fuori del territorio cispadano, il loro spirito militare era stato messo a dura prova da sacrifici e fatiche assai gravi, a cui si aggiungeva l'irregolarità delle paghe, la disistima dei generali francesi, la mancanza di un regolamento; inoltre il vecchio spirito municipale rendeva questi militi invisi alle popolazioni in mezzo alle quali erano posti di presidio.
Ben più grave fu il compito del Recco, ma egli vi si accinse con molta energia, approfittando della maggiore tranquillità seguita alla liquidazione della insorgenza e alla conclusione della pace col Papa e dell'armistizio con l'Austria, che allontanarono l'occasione di altre opera­zioni guerresche e permisero una più regolare condotta dei corpi militari. Egli compilò un piano organizzativo e un regolamento di disciplina, raccomandando alla Giunta di non inviargli recinte straniere ed ele­menti sospetti, fece frequenti rassegne ed esercitazioni, insistette perchè si avesse fiducia in lui e si mettessero Botto i suoi ordini tutte le coorti della Legione.1) Dopo alcune settimane di comando poteva informare la Giunta che la Legione cominciava a cambiar faccia nella tenuta, nella disciplina e nell'istruzione e poteva anche lodarsene: C'est un plaisir de les voir sous les armes, tout le mond m'en fait des compli­menti et je ne cesse de m'en occuper pour les perfectionner .2) Togliamo credere che il Recco mettesse un po' di vanagloria in queste affermazioni, ma è cosa certa -eia sua copiosa corrispondenza con la Giunta ne dà conferma che i suoi provvedimenti ispirati a militare franchezza e all'esperienza di ben sette lustri di servizio, trasformarono in buoni soldati quei legionari male accozzati insieme, molti dei quali si erano arruolati per il solo allettamento dell'ingaggio e altri erano stati immessi nelle coorti e fatti partire per epurare i villaggi da elementi indesiderati o erano perfino disertori da altri corpi o da truppe di altri Stati. L'opera del Recco fu indùbbiamente benemerita, tanto più che egli non ebbe serio aiuto se non dal Belfort comandante della coorte, mentre il Fontanelli, come si è detto, andò in licenza a Modena, e lo Scartini comandante della coorte reggiana, che era la meno disciplinata di tutte, o per dissidio o per stanchezza, si allontanò dal servizio.
(Continua). GIOVANNI NATAU
]) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Giunta, ecc., Lettere particolari. III. ?) IDEM, Giunta, ecc., Lettere particolari, I: Becco alla Giuntai! 15 e 20 maggio 1797.