Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <601>
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PIETRO NAPOLEONE BONAPARTE H E GREGORIO XVI H
(Continuazione e fine v. Rassegna Storica del Risorgimento , n. 5, maggio 1940)
Invano offri la propria spada al Belgio, alla stessa Francia e, si, che si sarebbe accontentato di venir inviato come semplice soldato 9 in Algeria! alla Spagna, a Méhémet Ali, allo Czar di Russia avrebbe ascritto a favore poter prendere parte ad una campagna in Circassia, quella che gli Ufficiali moscoviti paventavano come una punizione ed infine offriva i suoi servigi militari al Viceré di Egitto. Le Potenze europee l'ostacolarono sempre, mandandogli a monte ogni suo preventivo disegno ed ogni già ben avviato accordo.
È col 1848 che, scoppiata la rivoluzione in Francia, ha termine la sua proscrizione. Il 27 febbraio egli rientra a Parigi, viene subito nominato Capo di battaglione della Legione straniera e l'anno appresso,, eletto Deputato al Parlamento come rappresentante della Corsica, è tra i più fanatici della Sinistra. Nel giugno del 1849 lo troviamo in testa ai Volontari che scendono nelle strade di Parigi per combattere a fianco di Lamartine in difesa della Repubblica, contro le barricate dei facinorosi; il suo cavallo è mortalmente ferito, ma egli riesce a scampare. Nell'ottobre di quello stesso anno raggiunge la sua Legione in Algeria, a Costantina; prende parte brillantemente a vari scontri, agli avamposti, nella spedizione di Zaatcha; è elogiato dai suoi superiori immediati per le indiscusse prove date di valore e di coraggio, per la bravura temeraria ed il colpo d'occhio militare degno del nome che portava ; ma non vedendosi ancora trasferito nell'esercito regolare, come gli era stato promesso sia al Ministero della Guerra che alla Presidenza, insofferente di quella sua condizione di ufficiale a titolo stra­niero, che egli chiamava una nuova proscrizione nella stessa Francia...* che Io rendeva ancora una specie di paria, fece ritorno a Parigi prima di esserne stato richiamato dall'autorità centrale. Fu accusato d'indiscipli­natezza e destituito; ne segui un'acre campagna di stampa e un duello. Come Deputato repubblicano, disapprovando il colpo di Stato del 2 ( dicembre 1851, (si ritirò presso Calvi, nella sua amata Corsica, dedicandosi ivi con amore all'agricoltura; ma, dopo la votazione ple­biscitaria in favore dell'Impero, fini coli'accettare il fatto compiuto, e Napoleone III gli riconobbe allora il titolo di Principe e gli assegnò anche una pensione.