Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <602>
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602 Luigi SignorvlU
Quando nel 1854 scoppiò la guerra di Crimea il Principe Pietro Bonaparte chiese di poter fare parte di quel corpo di spedizione, ma Napoleone IH non voile; come del pari non volle alcuni anni dopo, nel 1859, che partecipasse alla Campagna d'Italia; come non gli permise più tardi di prendere parte alle operazioni di guerra, neppure nell'ora fatale per la Francia e per l'Impero nel 1870.
Ed, invece, ancora nella pienezza delle forze costretto ad assistere come semplice inane spettatore alla sconfitta della Francia, al crollo definitivo del suo glorioso Casato! Senza dubbio dovette essere quello il più grande martirio della sua travagliata esistenza, che si chiuse a Versailles il 7 aprile 1881, contando egli 65 anni.
E neppure va taciuto che Don Pietro, appartenente a famiglia appellata italianissima, ebbe sempre alti sentimenti di italianità, come del resto li ebbero suo padre Luciano e i suoi fratelli, compreso il diffamato Antonio, il quale come si è visto prese parte attiva alla amministrazione della pubblica cosa appena la Provincia Viterbese tornò ad essere unita al Regno.
Esiliato dall'Italia e da Canino, che egli considerava sua patria, reclamò insistentemente e ripetutamente presso il Governo pontificio per potervi essere restituito; amò come pochi V Italia e ne sostenne gli imprescrittibili diritti, e in riconoscimento della sua azione italiana, fu, nel 1864, insignito da Vittorio Emanuele II della Gran Croce dell'Ordine del SS. Maurizio e Lazzaro.
Ed occorre aggiungere che non corrisponde neppure a realtà che egli fosse dotato di scarsa cultura. *) In appendice al citato volume del Donati è riportato l'elenco degli scritti polemici, letterari e scientifici del Bonaparte, in tutto 34 scritti di cui alcuni, di natura militare, sono notevoli. 2)
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E per finire si ritiene utile trascrivere, qui appresso, altro interes­sante ed eloquente, di per se medesimo, documento, che, derivando dalla stessa Curia Pontificia, non può certamente venir tacciato di parzialità verso quest'ultima.
1) Civiltà Cattolica* quaderno 2086, p. 337.
2> DONATI, op. cit., p. 18; Desco ANGELI, op. cit.< IX, p. 163, afferma che Pietro era dotato, come tutti i Bonaparte del ramo di Luciano, di un senso artìstico assai sviluppato e poi a p. 167 ci fa sapere che Pietro tradusse, tra l'altro, in francese U Nabucco- del Niccolini.