Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <605>
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Pietro Napoleone BOTI a parte e Gregorio XVI 605
d introdurre la destra nell'Interno del petto della aua giacchetta, ove avea una pistola a due canne, e cosi potè essere arrestato, e quindi tradotto in Roma al Forte S. Angelo.
(Omissis).
n.
R. ARCHIVIO DX STATO ZN TORINO
Lettere Ministri Roma Masso n. 336.
Legazione di S. M. Sarda presso la Santa Sede.
N. 3915. Roma li 7 maggio 1836.
S. E. il Sig. Conte Solaro della Margarita Torino. Eccellenza,
Giunse notizia di un atroce misfatto commesso dal figlio di Luciano Bonaparte, che trovasi con un suo fratello nella loro signoria di Canino, cicca 50 miglia da Roma. nella provìncia di Viterbo. Questi giovinastri eran qui da gran tempo segnalati quali soverchiatori e pessimi soggetti non solo per ogni genere di violenze, ma anche di veri delitti. Essi andavano sempre armati come assassini, ed erano ti terrore delle popolazioni circonvicine. Dovunque essi capitavano, esigevano che ognuno usasse loro la massima riverenza, e se alcuno, per esempio, non li avesse salutati al loro passag­gio correva rischio di esserne assai malmenato. Ultimamente poi i medesimi avendo incontrato in campagna certo individuo già loro inviso, ambidue, senz'altro, coi loro focili gli tirarono addosso, e lo ferirono mortalmente.
Informato il Governo di un attentato sì manifesto, spedi tosto la forza militare in numero di 24 Carabinieri per arrestare i giovani Bonaparte.
Il Maresciallo d'alloggio accompagnato da due Carabinieri appena arrivati in detto luogo entrarono in un pubblico Caffè, ove tosto sopraggiunse uno dei due fratelli Bonaparte.
L'ordine che avevano da Roma questi Carabinieri era di usare tutte le possibili cautele e riguardi in tale operazione, procurando specialmente di non far sangue, ossia di non far uso delle loro armi. L'Ufficiale che comandava il distaccamento, conoscendo il detto giovine Bonaparte assai famigliarmente, si accostò a lui, e gli palesò allo orecchio con assai buon garbo il vero oggetto di quella missione, invitandolo a lasciarsi arrestare senza strepito. H giovane mostrò di acconsentire, e si avviò coli" Uffizi al e per uscire dal Caffè, ma allora improvvisamente cavando un pugnale con due colpi lo stese morto al suolo. Accorsero tosto il Maresciallo ed un altro Carabiniere, ma senza usare delle armi loro secondo l'ordine superiore, e quindi rimasero anch'essi feriti il primo mortalmente, il secondo ebbe una mano trapassata da un colpo di pugnale. Sopraggiunse al rumore immediatamente altro rinforzo di truppa che riuscì finalmente a gettare in terra l'aggressore, e impadronirsene, quindi ben legato Io menarono a Roma, ove sta ora rinchiuso in Castel S. Angelo. L'altro fratello Bonaparte sentendo ciò si diede tosto alla fuga.
Questo affare è assai disgustoso non solo per l'atrocità rivoltante del fatto, ma altresì attesa la qualità delle persone, e loro attinenza ad una famiglia, che non mancherà di far giocare grandi maneggj e protezioni, onde salvare i detti giovani dai meritato supplizio.
Si conosce purtroppo abbastanza la debolezza del loro zio Cardinal Fesch per le persone appartenenti alla illustre famiglia, com'Ei suole chiamarla.