Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
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1940
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609
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Pietro Napoleone Bonaparté e Gregorio XJT 609
paese dove la tendenza al delitto è EÌ comune si potesse addurre in esempio una simile impunità, che non si farebbe; e guai oso potrebbe mai più fare il Governo della sua forza? Non so come saranno per cavarsi da questo serio imbarazzo.
Gradisca V. E. i sentimenti del profondo ossequio col quale bo l'onore di ripetermi di vostra -Eccellenza Umil. ed obblmo
Servitore vostro Giuseppe Conte Ludolf. Il Sig. Duca di Gualtieri Napoli.
V.
Lettera del cardinal Lombruschini. 14 moggio 1836, h. 44570 inviata ai Nunzi di Parigi, Vienna, Monaco, Torino, Napoli, Svizzera, airinternonzio di Bruxelles, allo Incaricato di Firenze ed al Console di Milano. (Archivio Vaticano Segreteria di Stato - 165-Anno 1837).
Essi difatti ponendo in non cale ed in vilipendio le leggi e la Forza del Governo incutevano timore agli abitanti di Canino con continue prepotenze e minaccie e si facevano sostenitori di uomini facinorosi e già macchiati di delitti eccitandoli a commetterne altri, con promesse di prepotenze- e di appoggio. Armati sempre d'ogni sorta di armi insidiose, facevano pompa della loro indipendenza e del più deciso disprezzo verso il Governo pontificio e si facevano fin lecito d'insultare la Forza, quando con essa s'incontravano, mostrandosi sempre desiderosi di spargere sangue. Emancipavano con violenza dalla paterna soggezione i figli di famiglie, che conducevano seco loro in campagna alla cosi detta cacciarella, ed in tanto numero, che direttamente si opponeva alle leggi di polizia nella caccia. Incontratisi di recente in una tenuta con un guardiano nominato Pietro De Dominicis già da loro protetto, lo ferirono mortalmente senza alcun motivo con due colpi di fucile, dei quali poco dopo morì. Oltre a ciò portavano in trionfo 1* immoralità, non rispettando uè maritate né vergini, convivendo senza alcuna riserva con due concubine, una delle quali fu da uno di loro resa madre, ed al frutto che ne nacque non fu dato il battesimo in Chiesa, ma volle battezzarlo l'altro fratello. La loro condotta religiosa era pure abbonirnevole ed empia, e senza difficoltà ai manifestavano privi di ogni credenza, si scagliavano con espressioni le più esecrande contro l'altare ed il sacerdozio, e seminavano la corruttela nella popolazione di Canino, spargendo massime le più esecrande.
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(La minuta porta varie correzioni di mano dello stesso card. Lambnischi ni).
VI.
ARCHIVIO DI STATO pi MILANO Presidenza di Governa Atti Riservati cart. 201 anno 1836 fase 10.
jj. 00. Livorno 23 maggio 1836.
111. mo Signore, {Omissis)
V. S Dima sarà bene informato di ciò che successe nello Stato Romano, e particolarmente nel principato di Conino e dell'arresto successo di uno dei figli Hi Luciano Bonaparté La (*>) uno; peto de medesimi li riusci fuggire, ed arrivò