Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <610>
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610 Luigi Signorelli
qui or sono molti giorni vestito da marinaro sopra un piccolo legno con Bandiera toscana, proveniente da Civitavecchia con passaporto del console toscano di Roma sotto il finto nome di Francesco Mauri, e si crede che sia andato in Francia; nulla di più le dirò in proposito poiché è ormai una cosa troppo conosciuta in generale da doversene occupare minatamente.
{Omissis) Umilissimo ed obbligatissimo servitore
Serafino Boni.
VII.
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA
S. Consulta Carta 195 n. 154 rosso.
Atti di processo contro Don Pietro Bonaparte
Verbale udienza 14 settembre 1836, p. 8.
{Omissis)... Teste Luigi Cavazzuti d'anni 65 ex bargello al servizio della S. Con­sulta ora possidente e negoziante in Canino Inter, rispose: nel 1831 io ero caporale della Civica installata nella terra di Canino all'occasione degli avvenuti per­turbamenti politici. Dal Podestà del luogo avevo ricevuto ordine di arrestare Don Pietro-Bonaparte ed il motivo per quanto seppi si fu perchè egli non aveva obbedito al Padre che voleva che egli stesse alla Badia e Don Pietro non ci voleva dimorare. Io procurai di esentarmi per un certo riguardo; ma poi ebbi lettera del Padre medesimo, nella quale egli diceva che allora avrebbe veduto se volevo bene alla di lui famiglia, volendo lo arresto: io mi tenni questa lettera per 5 o 6 giorni, quando, in un deter­minato giorno viddi che Don Pietro vestito alla cacciatora con archibugio, pistola e col­tello entrò nella bottega di Vincenzo Braccioli per comprare forse della munizione. Fu allora che credetti il momento favorevole di eseguire l'arresto, entrai nella bottega lasciando fuori il balivo del luogo, e dopo aver salutato Don Pietro dissi in nome della legge e d'ordine di Suo Padre era in arresto, lo abbracciai a parte dietro, egli non fece alcuna mossa e cedette a me le armi, io lo tradussi a Pontecenteno óve venne il legno che lo trasportò alla Badia. 1) {Omissis).
vra.
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA
idem, atti processo contro D. Pietro Bonaparte pag. 338. Lettera di Don Giovanni Spaccari, Arciprete di Canino, al D.r Clavari, istruttore del processo contro D. Pietro Bonaparte, Canino 11 maggio 1836.
{Omissis)... ebbi notizie che (un tale), che abitava appunto in quel palazzo, presso l'appartamento dei Sìg. Giovani Principi, aveva licenziato la giovane serva, essen­dosi accorto che costei teneva nel palazzo presso cattiva vita e che il Sig.. . f v l'aveva ricoverata in sua casa, ove con frequenza si portava Antonio, Bonaparte. Accertatomi della verità, dimorando il... nella mia Parrocchia,e precisamente nel primo piano della casa del Sg. Giuseppe Marini, nel giorno 8 maggio suddetto (1835) feci chiamare il.,. e gli imposi di mandar subito via la meretrice dalla Sua casa... dacché le tre nubili sorelle Marini, che dimoravano sol piano superiore ricavavano un grande scandalo. Allora il... mi rispose cheli Sg. D. Antonio la teneva in sua casa,
-0 La Badia di Musignano, feudo di Luciano, in territorio dello Stato Romano.