Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <625>
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 62 5
{Rapporto senza sottoscrizione o altra indicazione comunque* trasmesso da Vienna, dal co. Sedlmiizky, direttore generale della Polizìa, al co. Hartig, con nota 18 gennaio 1839, della quale ecco la parte che ad esso si riferisce):
Die beiliege.nde Abschrift eines za Aufang dea vor Monats aus Brussel eingegan-gencn Konfidentiellen Berichtes, worin von den politischeu Umtrieeben dea afis dea romischen Staaten verwìesenen Peter Bonaparte, von dessen Verkehr mit den in Brussel anwesenden Korifare der Jtalienischen iind politischen Emigration, iind von seinem Piane, die Romagna zn revoltieren umstandliche Anzeige gemacht wild, hae ichdieEhre Eùzen ExceUenz mit dem Bemerken mitzfithcilen, dess zupolge des Gehalts der bisherigen Leistungcn das betreffenden Confidenzcn kein Grfind vorbanden ist, die Wabrberit seiner vorliegenden Eròflfnung in Zweifel zìi zieben.
Il 30 gennaio 1 co. Hartig trasmette nota del Sedlmitzky e rapporto del confi -dente al co. Lutzow, ambasciatore a Roma, aggiungendo che le notizie proviennen t d'une so uree {qui à jusqu'ici merité la confiance du Ministèrc de la Pobce.
Il 20 febbraio il co. Lutzow restituisce nota e rapporto, affermando di aver comunicato il tutto al Cardinal Segretario di Stato qui ne manquera d'en tirer tout le profit que]sa position et les circonstances pourront lui suggérer .
XXXVH.
ARCHIVIO DI STATO DI MILANO
Presidenza di Governo Atti riservati, cari. 242, anno 1831, fase. n. 95 Gab. Confidenziale e riservata.
Dalla Segreteria del Conclave, 11 22 gennaio 1831.
A S. E. il Conte di Lutzow,
Sebbene il Segretario del Conclave non faccia che pochissimo conto delle depo­sizioni che il sedicente de Laugier detenuto in Forlì va facendo, tuttavia non volendo omettere in bnona zeciprocanza di render noto a Vostra Eccellenza ciò che, se fosse vero contro ogni apparenza, meriterebbe di esserle partecipato, non lascio di notifi­carle il transunto di ciò che quegli ba in ultimo luogo deposto.
Egli sostiene che tutti i membri della famiglia Bonaparte, si i padri che i figb, sono in continua corrispondenza colla Francia e particolarmente col Generale Seba -stiani onde preparare in Italia un Regno alla loro famiglia, ponendo su questo trono per prima il Duca di Reichstadt. Aggiunge che moltissimi sono i Magnati d'Italia congiurati a tal fine, e tra questi, dichiarando di non rammentarli tutti, pone direi quasi molte distinte famiglie di Lombardia, enumerandovi i Visconti, Guicciardi, PeregaUi, Calderara, i Canossa, i Maffei, i Vidoni, Corradi, Baiardi, Mazzuccbini, Grotti, Crivelli, Croda, Mengaldo, Asqnini, Lecchi, Ruggieri, Strassoldo, Schiachinelli, Arrivabene e finalmente un certo Conte Mcgavali, che secondo il Laugier dopo essere stato Ministro presso hi Corte di S. M. l'Arciduchessa Maria Luisa in Parma ora viaggia in Italia sotto il mentito nome di Lord Onfcrs.
Questa serie di nomi Lombardi è forse una congettura di più per provare ch'egli anziché essere francese, come s'infinge, sia realmente un Lombardo, nativo di Solerolo, giacché altrimenti avrebbe fatto uso egualmente prodigo di altri nomi scelti nelle varie parti d'Italia. Fra queste, se ai eccettui la Romagna, dove segui il suo arresto, egli si limita a pórre nel novero de* congiurati il Principe Corsini di Firenze ed fl Principe Doria di Roma. Basta quest'ultimo nome per provare qual fede merita il