Rassegna storica del Risorgimento
BERCHET GIOVANNI ; 1848 ; MILANO
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Ettore Li Gatti
L'elezione per provincia fa adottata con 11 voti coatro 8; e adottati furono anche, a pluralità dì voti, il partito di annotare sulle liste tutti i nomi dei rappresentanti di ciascuna provincia, e l'altro, che la semplice maggioranza relativa bastasse e render valevole l'elezione, l) Non solo, ma avendo il Presidente invitato i membri della Commissione a far noto ciò che a loro avviso avrebbe potato formare oggetto di ulteriori discussioni, il Mantovani propose di dichiarare incapaci al diritto di elezione, oltre i non nazionali, anche coloro che avessero accettato titoli, decorazioni, e affici pubblici fuori d'Italia. Il Berchct ottenne che il divieto fosse limitato a quelli che in quel momento continuavano a ricoprire un impiego all'estero perchè gli parevate in :u conveniente, in ciò che rifletteva l'accettazione di titoli e di decorazioni straniere; verificabile per individui degni d'altronde sotto ogni riguardo non solo di eleggere, ma di essere eletti a rappresentanti della Nazione .
E invano l'indomani 2) il Basevi 3) presentò una protesta, alla quale i commissari Negri, Berchet, Pagnoncclli. Sanscverino, Bassi, Curtani e Martinengo aderivano, perchè si ritornasse sulla deliberazione della nomina dei rappresentanti per provincia anziché per distretto; il Porro annunziò che si riservava di trasmettere la protesta alla subcommissione incaricata di redigere il progettolegge, *) e invece, per l'insistenza di alcuni Commissari, riaprì la discussione (anch'essa precedentemente risolta) circa l'età degli eleggibili, riducendo l'età dai 27 ai 25 anni, II Berchet fece osservare, forse con una punta d'ironia, che gli pareva in quei tempi dover la gioventù esser troppo occupata nelle armi perchè potesse attendere a studi o a discussioni politiche; e quando vide inutili gli sforzi, si ritirò dal dibattito, e non intervenne nemmeno a quello successivo sulla compilazione delle schede da parte degli illetterati.
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Si parlò quindi 5) della formazione degli unici elettorali: ultimo dei più importanti argomenti che la Commissione doveva trattare.
I pareri furono quanto mai discordi, e bisognò comporli solo per gradi.
Nei comuni rurali si convenne di devolvere gli aurei elettorali all'Autorità Amministrativa comunale con una Giunta, composta del deputato alla tassa personale (votato all'unanimità) e di altre persone.
Queste ultime da chi sarebbero state elette? Dal convocato? Dal parroco e dall'Autorità Amministrativa ? o dal voto degli elettori ?
Qui s'accendevano le dispute. Il Berchet ch'era per la seconda delle tre proposizioni chiese che fossero aggiunti quattro tra i più giovani elettori presenti, non analfabeti, e Sansevcrino propose che fossero tre e il parroco. Il Mantovani ribattè che il parroco era un'autorità meramente austriaca e non doveva far parte degli uffici, ma il Berchet ricordò i meriti enei parroci avevano acquistato nelle 5'Giornate e insistette neu'affermare che la presenza del parroco avrebbe attirato un maggior numero di
*) Non fa pertanto mantenuto il limite minimo di 200 voti (già stabilito nella settima seduta) per la validità dell'elezione.
*) Dodicesima seduta, del 27 aprile, ore 1 pomeridiana.
3) Nella lettera citata del 27 aprile all' Arrivacene PArconati riferiva che al Berchet il Basevi, per quanto repubblicano, era parso un galantuomo.
*) La subcommissione era composta da Robecchi relatore, Borghi, Basevi, Mantovani e Bassi.
s) Tredicesima sedata, 27 aprile, ore 8 pomeridiane.