Rassegna storica del Risorgimento
BERCHET GIOVANNI ; 1848 ; MILANO
anno
<
1940
>
pagina
<
642
>
642 Ettore Li Gotti
Rigettato ogni possibile rinnovo di discussione sull'età degli eleggibili, *) decretata l'omissione d'ogni premessa al progetto legge 2), gli articoli furono approvati e sotto scritti ad unanimità senza molte discussioni.3)
Nella seduta pomeridiana *) furono lette le Istruzioni, ammesse e sottoscritte senza contrasti: e si fecero istanze al Governo Provvisorio perchè fossero integrai' mente pubblicati i lavori delle sedute.
Ma il Governo Provvisorio disorientato dalla manovra dei moderati di presentare contemporaneamente una relazione del Comitato di sicurezza, un rapporto del Consiglio di Stato, e due indirizzi della Camera di Commercio e del Circolo patriottico, tatti invocanti la pronta fusione; trascinato da un suasivo discorso del Durini, che presentò subito un progetto di proclama per giustificare l'abbandono della politica di neutralità;
dopo un breve succedersi di lunghe ed estenuanti sedute, la mattina del 12 maggio decise di proclamare l'apertura dei registri per le elezioni sulla base di una fusione immediata.
Una volta tanto, lasciava da parte, tutto d'un tratto, la legalità dei giudizi.
Alla commissione elettorale, riunitasi per l'ultima volta il 1 ghigno s), non rimase altro da fare che firmare il rapporto relativo al progetto di legge ed esigerne con forti parole la sollecita pubblicazione.
Tanto accanirsi senza scopo e senza possibilità di un accordo reciproco, naufragava miseramente nel nulla. Nessuna delle due parti aveva, invero, posto grandi speranze nell'esito dei lavori: neppure, forse, nella stessa Assemblea Costituente, ormai troppo lontana nel tempo. Gli uni, con quelle mezze vittorie carpite agli avversari, cercavano di smontarli moralmente e di guadagnar tempo, senz'aver chiaro un programma costruttivo; gli altri non si davano gran pensiero dei risultati parziali, perchè si sentivano forti dell'appoggio dei rurali e dei parroci; ma s'impaurivano di quella perpetua agitazione e indecisione di coscienze, che la propaganda disgregatrice dei pochi ma aliffiwnww repubblicani operava qua e là astutamente. Gridavano e gridavano
come il Berchet con quanto fiato avevano in gola, per rincuorare, per ristabilire la fiducia e la concordia; ma erano una massa senza capo.
Il Gioberti tutto preso dal suo viaggio di propaganda, tutto speranzoso, era un
profeta senza spada. S'agitò, cosi come il Berchet, e predicò instancabile. c)
Dieci anni dopo, il Cavour, non riprenderà questa strada.
ETTORE LI Gom
1) Una petizione, in tal senso, era stata presentata da molti, forse per perdere ancora del tempo.
2) Incominciava oh ironia! con una invocazione alla fiducia. Nella fiducia che le vittorie dell'esercito italiano abbiano compiuta all'epoca suindicata la liberazione del territorio e che possa quindi radunarsi l'Assemblea Nazionale che deve fissare ì destini della Patria,.. .
s) Qualche discussione suscitarono solo gli articoli 15 (relativo alla residenza) e 3738 (circa la preferenza accordata ai Consiglieri comunali di far parte dell'Ufficio comunale, e d'esserne presidenti prestabiliti); ma non furono modificati; e in genere il progetto-legge non subì che lievi modificazioni.
*) Sedicesima seduta, 9 maggio, ore 8 pomeridiane.
s) Diciassettesima e ultima seduta, 1 giugno, ore 12 meridiane.
6) Cfr. lett. della Arconati ad Arrivahcnc, 11 maggio 1848: Gioberti... sviluppò un'attività, una sapienza pratica delle quali non Io credevo capace... Non si risparmia, poveretto!