Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1940>   pagina <646>
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646 TI Galantuomo politico
Il Galantuomo parlerà soltanto per istruire e moralizzare il popolo; ai repubblicani pone il dilemma: 0 il principato costituzionale Botto il Granduca Leopoldo II, o il bastone tedesco. I) U piccolo giornale si dichiara fiero del proprio nome, esso è tale che va rispettato. II popolo impari che quel governo costituzionale contro il quale tanto si declamo e s'imprecò, è un Governo paterno, umano ed onesto. Nel campo avverso H Galantuomo fa una curiosa e sbrigativa distinzione, con la quale apparente­mente esalta il principio repubblicano, in realta vitupera gli uomini, quali il Guerrazzi e compagni. Tra i repubblicani si noverano quattro specie di uomini; i dotti di buona fede, pochissimi; gl'ignoranti di buona fede, galantuomini, automi di buona pasta, sempre giocati dai malvagi, e perciò aBsai pericolosi; i dotti di mala fede, veri flagelli di ogni consorzio civile; gl'ignoranti di mala fede, più scellerati dei grassatori, dei ladroni, degli assassini e come tali vanno trattali. -) 11 vero repubblicano inchina anche il Principe: il. vero repubblicana è il più virtuoso cittadino che ci sia: egli adempie
scrupolosamente ai suoi doveri, rispetta i diritti di tutti; osserva fedelmente le leggi, ed onora i Magistrati ed ogni altra Autorità . 3) Anarchisti e Mazziniani son cagione di tutte le sventure d'Italia: il moto italiano procedeva in principio dignitoso, maestoso, concorde ed unanime, ed t principi (fatto ben raro nelle istorie) s'erano di buon volere uniti co' popoli per conseguir tutto quello che stava ne' desideri della nazione... Ma poi che Io sleale e infame grido i Re son tutti traditori fu profferito i disastri si sono susseguiti irreparabili, *) ed ora i battaglioni austriaci calpestano il suolo di questa infelice Toscana. 5) Ma il galantomismo fa velo cosi spesso agli occhi del giornale, da occultargli del tutto l'eroica bellezza della resistenza di Roma; come suona oggi strana
} questa interrogazione retorica, ohe H Galantuomo si rivolgeva nel giugno del 1849: È forse causa italiana la causa d'un Mazzini, d'un Canino e d'altrettali scellerati, che l'istoria non troverà parole bastanti per infamare quanto si meritano?.
Nel decembre del 1860 fu pubblicalo in Napoli un altro Galantuomo, giornale politico per il popola, con intenti meno partigiani e più onesti del suo defunto confra­tello di Firenze. H Galantuomo di Napoli vittorieggiava (bel neologismo del tempo, ado-prato senz'ombra d'ironia): si proponeva la missione di far che tutti i partiti politici si fondessero nel gran partito della onestà e della giuàtisia, con l'Italia una e libera sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele'. Perciò dichiarava guerra spietata allo spirito di casta, di consorteria, di esclusivismo. 6) Bellissimo programma, che aveva il difetto di dispiacere a tutti i partiti, più che mai esacerbati e come esausti nello sforzo por allora felicemente compiuto. Visse poco, senza infamia e senza lode.
Affiorava un interesse sociale nella rivoluzione italiana? Direi di sì, specialmente nell'Italia meridionale, dove l'aristocrazia guardava rispettosa e torta ai Borboni, e il volgo e il contadiname avevan cessato di esserne i fanatici puntelhV
È notorio che anche la camorra, in Napoli, finì col fare causa comune coi fra­telli liberati, ossia coi galantuomini. Tra i garibaldini Garibaldi annotava con ram­marico che non si trovava alcuno che appartenesse alla classe rurale. Nel mpto dell'ago­sto in Basilicata parteciparono in grandissima maggioranza le persone facoltose della
1) Numero del 18 aprile 1849.
2) Numero del 23 aprile 1849.
3) Numero del 30 aprile 1849. *) Numero del 16 luglio 1849. 5) Numero del 7 maggio 1849,
<j) Numero del 2 decembre 1860.