Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno
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1940
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pagina
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649
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LIBRI E PERIODICI B
Gmoo RUFFINI, Terenzio Mamiani sulla via dell'esilio; Modena, Società tipografica modenese, 1937XV (Collezione storica del Risorgimento italiano, s. I, voi. XX), in 8", pp. 138. L. 15.
Nella bella collezione diretta dal Solmi, giunta ormai al suo 25 volume con quello del De Biase sul problema ferroviario nel Risorgimento, è apparso da tempo questo interessante studio del Ruftini. che completa quanto si sapeva sin qui sulla partecipazione del filosofo pesarese alla rivoluzione del 1831. Non soverchiami, invero, le notizie sinora raccolte dal Colini, dal Gaspari, dal Mestica, dal Casini e dal Viterbo in lavori ormai invecchiati. Merito del Ruffini è quello di mettere a disposizione degli studiosi alcuni documenti di carattere autobiografico: il Giornale della mia vita, redatto dal Mamiani dal 28 agosto 1829 fino alla capitolazione di Ancona nel 1831, e i tre costituti resi dal Mamiani innanzi alla Commissione di Venezia, il 5,6,26 giugno 1831. Con questi -e con i costituti Silvani, Orioli e Montallcgri, l'A. ricostruisce la partecipazione del Mamiani all'azione rivoluzionaria e reca nuovi particolari sulla preparazione e sullo svolgimento del moto del 1831,che attende tuttora egli afferma non senza ragione la sua storia compiuta. Perchè, infatti, anche il molto inchiostro versato in occasione del centenario non ha recato se non ricchezza di contributi particolari.
I documenti riprodotti dal Ruffini non erano ignoti agli studiosi. E suo merito averli pubblicati integralmente, giovando così a ribattere definitivamente accuse ingiustificate sul contegno tenuto dal Mamiani davanti all'inquirente austriaco.
E anche per altri minori attori dei moti del 1831 i lettori leggeranno indicazioni e notizie non inutili. A conferma di quanto abbiamo scritto altrove, per es., noi vi abbiamo trovato nuove tracce dell'ambiguo atteggiamento serbato nei moti del 1831 dal padre di Felice Orsini. Perchè l'Andrea Orsini, che diede principalmente opera alla rivolta, sostenendo che se non era lui forse non sarebbe accaduta (costituto Montallcgri, p. 32 e 133) e fa trai capi della Legione Pallade emolto chiasso fece e molte violenze consumò (pp. 130131) e venne fatto oggetto ad accuse che lo caratterizzavano come una spia del Cardinale Bernetti (costituto Mamiani, p. 114), era appunto il padre dell'attentatore di Rue Lepelletier. Circostanza questa che sembra sfuggita al pur diligentissimo Ruffini. A. M. G-.
LUIGI CARCI, La spedizione e il processo dei Fratelli Bandiera, con una appendice di documenti; Modena, Società Tip. Modenese (Voi. XXIV della Collezione storica del Risorgimento Italiano diretta da A. Solmi), 1939, XVIII, pp. 174, in 8, L. JSv
II fascino che sempre ha destato l'impresa gloriosa ed infelice dei fratelli Bandiera è tale che narratori e poeti non sono mancati, nella seconda metà del secolo scorso e in questo quarantennio del secolo nuovo, per celebrare l'impresa medesima.
I poeti hanno naturalmente cantata la gesta, ed i narratori ne hanno fatto quasi sempre una vera celebrazione, ripetendo non di rado motivi sempre plausibili, ma indubbiamente degni più delle orazioni che della storia propriamente detta.
Una storia in tal senso noi anzi non conosciamo, pur ricordando studi notevoli, come quello del Pierantoni o quello più recente del Cappello, senza dire dell'ampia ed esauriente narrazione dello Spellanzon.
Pertanto il volume del Card, che è per due terzi la pubblicazione di documenti integrali riguardanti la cattura, le deposizioni, il processo, gli interrogatori, la condanna dei due fratelli e dei loro complici, riesco quanto mai giovevole ed opportuna.
A tale documentazione l'A. fa precedere sette brevi capitoli nei quali, traendo luce quasi esclusivamente dalla documentazione stessa, narra la vicenda che va dalla