Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1940>   pagina <656>
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656 Libri e periodici
fondato, con modestissimi natali, da Felice Govean e da G. B. Boti ero (la sede con­sisteva di una cameretta a pian terreno con una finestrella che dava su di un angu­sto cortile), attingendo allo spirito più genuino della stirpe e lasciandosi guidare, senza traviamento o deviazioni, anche nei momenti più incerti e desolati, dalle forze sane e operose della tradizione, divenne ben presto il segnacolo .del movimento unitario e per­corse cosi, a mano a mano, gloriosamente, tutte le tappe della vita nazionale.
Compiuti il 16 giugno 1928 ottani4anni di lavoro fecondo e di attaccamento inin­terrottamente fedele alle direttive fondamentali, la Gazzetta pubblico un volume, che ebbe l'ambita approvazione del Duce, nel quale ai documentavano gli avvenimenti più importanti di cui il vecchio foglio era stato più che spettatore, promotore, spesso vigile e animoso. Questo secondo volume, elegantissimo nel formato e ricco dì nitide riproduzioni, raccoglie i ricordi del decennio successivo, dal 16 giugno 1928 al 16 giugno 1938: decennio quanto mai memorando, al quale il patriottico giornale subalpino ha partecipato con costanza immutata e con immutato profondo spirito di adesione. Lo hanno infatti sempre trovato in prima linea le più alte iniziative di carattere culturale, politico e-sociale ideate dal Regime: ha, tra l'altro, rievocato e celebrato t nomi e le figure di Delfino Orsi, di G. B. Buttero, di Pier Carlo Boggio; ha richiamato alla memoria l'antica campagna per l'istituzione del Consorzio Nazionale mirante alla riduzione del debito pubblico; ha appoggiato in modo efficacissimo l'azione in favore della ripresa demografica meritando il plauso del Capo. Durante lo svolgersi del grande avveni­mento che portò alla fondazione dell'impero diede alla causa nazionale, che anche questa volta era in gioco, il suo apporto intenso, entusiastico, inconfondibile. Le propizie sorti della guerra furono seguite avendo per primo collaboratore Padre Reginaldo Giuliani, cappellano militare, medaglia d'oro, morto eroicamente combattendo al Passo Uarieu: un corrispondente indimenticabile, che fece vibrare potentemente nei suoi articoli, letti con vivo interesse da tutti gli italiani, la voce incitatrice dell'ardimento e del sacrificio.
Negli ultimi anni il giornale si è avvicinato sempre più all'animo dei lettori avvin­cendoli attraverso manifestazioni di ogni genere che hanno preceduto quelle di più larga base del Dopolavoro, e il cui programma è stato di buon esempio a tutta la stampa: cosi i trattenimenti per le piccole Marie; l'invio di fanciulli alla Colonia alpina di Cere; le domeniche Donne si vola, destinate a diffondere nel popolo l'attrattiva per l'aviazione; l'organizzazione di gite in massa verso l'alta montagna con il lodevole intento d'invogliare a beneficiare dell'aria, della luce e del sole; le mostre artistiche e fotografiche, e i pomeriggi d'arte, svoltisi periodicamente, con la cooperazione delle più celebri compagnie nostrane, nell'ampio salone centrale dello stabilimento della Gazzetta adattato a grazioso teatrino. Infine, quasi per conservare sempre più vivida la fiamma della perseveranza e della fede, il giornale, che è stato frattanto dotato di un'attrezzatura tecnica forse, per più versi, unica in Italia, ha voluto costruirsi, pur tra le difficoltà che parevano in taluni momenti insormontabili, il suo nobile e prezioso' sacrario, VArchivio storico, attuando il proposito che già mezzo secolo fa avevano avuto in animo Bartolomeo Caealis, Costanzo Nigra e Vittorio Bersezio. Sono ben dodici ampie sale con un centinaio di volumi che racchiudono, tutti indistintamente in duplice esemplare, i numeri del giornale dal 16 giugno 1848 ad oggi e tutte le pubblicazioni periodiche che furono edite nei novant'anni: edizioni straordinarie, edizioni meridiane e della sera, numeri speciali, supplementi e quanto altro giova alla dimostrazione della attività editoriale; cui si aggiunge una poderosa collezione di documenti, memorie, cimeli, autografi, che riflettono fatti e personaggi nell'ampia cerchia delle vicende politiche e che costituiscono un vero tesoro.
Alla veneranda Gazzetta, che fu per novant'anni il crogiuolo ardente nel quale si temprarono gli animi per il conseguimento definitivo dell'indipendenza, la Rassegno, custode delle sacre memorie della Patria, invia da queste colonne il suo saluto fraterno ed augurale. MARINO CIRAVEGKA