Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1940>   pagina <657>
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Libri e periodici 657
V. GIUFFRIDAG. PIETRA, Proviteli Approvvigionamenti alimentari d* Italia durante la Grande Guerra J9J4-J9JS; Padova, CEDAM, 1936-XVI, in 4, pp. 396, L. 30.
H sottotitolo di questo ponderoso votame chiarisce apportanatneate la sigla Provata! che è stata usata per dar battesimo al volarne stesso, e che, sorta durante la Grande Guerra per indicare appunto il Servizio temporaneo approv­vigionamenti sembrerebbe piuttosto di sapore chimico-farmaceutico ed atta ad indicare un ricostituente.
Del resto si tratta di esprimere con quella parola tutta una vasta, complessa e dif­ficile opera che valse appunto a dar nutrimento e vita, negli anni dal 1914 al 1913, al popolo italiano, aftinché potessse sostenere l'immane sforzo che gli veniva richiesto* e potesse giungere vittoriosamente alla meta.
Le notizie intorno a questa attività certamente poco conosciuta e, peggio ancora mal considerata, ci vengono date da due uomini che di quella furono in particolar modo partecipi, e cioè dal prof. V. Giuffrida che tenne uffici di primaria importanza relativi all'approvvigionamento della nazione, e rappresentò l'Italia in numerose commissioni interalleate di guerra, e dal prof. G. Pietra che fu collaboratore del prof. Giuffrida, ed ebbe poi a dirìgere in America servizi importanti, sempre relativi all'approvvigiona­mento. I *vJ
I due eminènti studiosi hanno dunque voluto, come essi medesimi si esprimono, dar conto di un'attività dello Stato, silenziosa ma notevole, svoltasi durante la guerra; ed hanno assolto il lodevole compito con questa pubblicazione che ha il carattere di una vera relazione tecnica, e pertanto obbiettiva e sostanziosa, e che è accompagnata da un'ampia e precisa documentazione.
Non diremo che il volume del Giuffrida e del Pietra contenga delle sorprese: esso offre piuttosto, come è naturale, dei dati e delle precisazioni. Ma pure un senso di meraviglia, se non di sorpresa, pervade il lettore, anche se non sia del tutto ignaro di quel che costi lo sforzo di una grande nazione in guerra, quando è condotto a misurare con precisione, sulla scorta di elementi concreti, le difficoltà immense che incontrò la soluzione dell'arduo problema dell'approvvigionamento della popolazione e dell'eser­cito, e quando è costretto ad esaminare come sia avvenuto il passaggio dall'economia tipicamente liberale dell'anteguerra all'economia controllata e diretta dallo Stato, che, sin dal 1914, assolutamente si impose.
A questo proposito il libro è veramente ricco di esperienza e di ammaestramento, e ci indica quali siano stati gli ostacoli gravissimi non solo di ordine tecnico propri di ogni battaglia, ma anche quelli che il mal volere o l'abito mentale possono creare, e che di fatto crearono.
II lettore può altresì andare con le proprie considerazioni anche più oltre. Anzi egli è costretto a meditare appunto sul valore prevalentemente bellico che ha di per se stessa un'economia controllata ed organizzata dallo Stato, e come appunto tale economia sia un fattore indispensabile in tempi d'eccezione, quando una lotta sìa ingaggiata, si tratti o no di guerra effettivamente guerreggiata.
Forse il riportare qui cifre e dati concreti varrebbe a meglio intendere quanto grande sia stato il sacrificio fatto anche in questo campo dal nostro Paese, e come esso grandeggi in rapporto coi sacrifici pur grandissimi dei nostri alleati.
Non mancò scrivono a tal riguardo i due AA. l'aiuto di crediti, di tonnel­laggio e di servizi degli Alleati; ma purtroppo i principi, molte volte proclamati nelle numerose conferenze, di mettere in comune le risorse economiche e di assicurare l'eguaglianza dei sacrifici, non ebbero mai piena attuazione.
Indubbiamente sul popolo italiano agirono durante la Grande Guerra, come in tutte le ore grandi della sua storia, accanto alle risorse economiche abilmente e tempe­stivamente organizzate, anche le risorse di ordine morale che furono veramente e restano incalcolabili.