Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno
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1940
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pagina
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670
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670 Vita dell'Istituto
per sistemare definitivamente il nostro Museo e quello di Firenze antica ritorno Htdl'argomento delie nostre conversazioni, su questo tema, per rinnovarvi la più calda preghiera, a nome delia Consulta del nostro Istituto e degli studiosi, di addivenire, il più sollecitamente possibile, alla liberazione dei locali suddetti ed al loro restauro.
Firenze, sede delle più insigni raccolte d'arte, delle più preziose e ricche raccolte bibliografiche, Firenze centro di studi e della cultura nazionale, non deve essere seconda alle altre città d'Italia, per esporre le gloriose raccolte che testimoniano alla nostra gioventù gli eroismi degli avi,per cui l'Italia potè conquistarsi l'Unità e l'integrità nazionale, ed aprirsi la strada alle conquiste avvenire per la grandezza dell* Impero,
Vi ringrazio, Illustre Podestà, del particolare interesse che vorrete dare a questa mia raccomandazione e nutro fiducia che la sistemazione del Museo e della Biblioteca del Risorgimento sia presto un fatto compiuto .
Dopo ampia discussione alla quale prendono parte tutti i componenti il Comitato,, il sen. Della Ghcrardesca, accogliendo la proposta del Segretario, di riunirei Presidenti del Museo topografico, dell'Ente per Firenze antica, del Museo del Teatro e del Museo antropologico, interessati alla sistemazione dei detti locali, ed il rappresentante della Autorità militare, per un accordo relativo allo sgombero dei militari, dai locali dell'ex Convento delle Oblate, decide di rivolgere l'invito al Podestà di fissare tale riunione.
H Segretario legge il rendiconto dell'anno finanziario testé decorso e riferisce circa 1 esito delle pratiche da lui fatte per una possibile propaganda nelle scuole a favore del nostro Istituto, e sull'esito della riunione dei soci avvenuta lo scorso anno nel giorno anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara.
A questo proposito il Comitato stabilisce di rinnovare al Podestà di Firenze l'invito di restaurare la lapide che rammenta la primitiva sede dello storico Gabinetto Vieusseux, nonché di correggere la data di nascita errata incisa sulla tomba di Giuseppe Giusti in S. Miniato. Legge infine la seguente relazione sull'attività culturale del Comitato e dei soci:
La improvvisa scomparsa dell'aw. Mario Puccioni, membro, della Consulta del nostro Istituto, ci ha privati di un appassionato ed insieme meritevole studioso della storia toscana durante il periodo del Risorgimento. Le sue opere pur essendo condotte con metodo e coscienziosità d'indagini sui documenti dei nostri archivi pubblici e privati, sono scritte con il garbo e la scorrevolezza propria degli scrittori toscani del secolo scorso. Nemmeno l'età potè arrestare il suo lavoro : infatti pochi giorni prima della morte il Puccioni aveva consegnato per la stampa un interessantissimo <c Quaderno di memorie e di ricordi nel quale, frammista alla parte propriamente personale, ve ne è un'altra a carattere più generale che rievoca uomini e avvenimenti della seconda metà dell'Ottocento e di questo quarantennio del secolo XX, tanto denso di fatti storici. La morte ha spezzato anzi tempo la vita del Puccioni che poteva ancora dare molto agli studi storici, ma il suo nome è pur sempre legato alle opere precedenti che tutti conoscono e apprezzano.
U Conservatore del nostro Museo del Risorgimento cav. Mario Nobili ed il dottor Sergio Camerani continuano la illustrazione e la pubblicazione dell'opera da essi iniziata e continuata da vari anni: il carteggio di Bettino Ricasoli, opera veramente poderosa di ricostruzione e di analisi perle ricerche ed i raffronti ed i chiarimenti.
A giorni sarà distribuito il secondo volume di questo carteggio che comprende il periodo che va dal 1845 al 1847, periodo di preparazione tanto mai fervido di opere e di eventi. In questo volume la questione ferroviaria, che in quegli anni era oggetto di studi economico-politici, è largamente trattata dal Ricasoli. Nel carteggio l'opera del Barone fautore di riforme costituzionali, delle quali si era fatto propugnatore colla prima petizione al Governo toscano per invitarlo a più liberi ordinamenti, conformi ai tempi, e la seconda petizione relativa alla libertà di stampa, sono ampliamento illustrate e fan apparire la figura del Ricasoli, quale veramente è stato, di assai maggior levatura di quella che gli fu attribuita.