Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
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1940
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Giovanni Natali
Dal Buono, raggiunto a Piacenza dall'ordine di recarsi a Mantova, tornò su' suoi passi e si congiunse alla sua coorte in quella fortezza. B conte Carlo Caprara, per incarico della Giunta, visitò questi reparti e vi trovò in genere della bella gente, ma non potè a meno di rilevare le forti diserzioni patite dai vari distaccamenti, le enormi spese e il consumo di materiale dovuto alle lunghe marce e alla dispersione delle forze. l> Qualche vantaggio derivò da questa visita, perchè il Caprara ottenne dalle autorità francesi che i militi della Legione a Mantova fossero pagati sul piede di guerra francese.2)
Breve fu la permanenza dei legionari bolognesi a Mantova, poiché il 27 marzo la "coorte ebbe ordine di raggiungere la Legione che, dopo aver operato nelle Marche, doveva da Ancona retrocedere nella Romagna, dove era necessario un concentramento di forze per debellare il brigantaggio sviluppatosi lungo la strada da Forlì a Rimini e la tenace insorgenza del Riminese. È superfluo dire che la marcia cagionò nuovi disordini e defezioni; il 7 aprile il comando della coorte era installato a Cesena, donde diramò i suoi distaccamenti a Ravenna e Rimini.
Diserzioni continue, atti di insubordinazione e irregolarità di ogni genere fiaccarono quasi del tutto l'efficienza di questa coorte, disseminata un po' dappertutto. La sua forza era alla metà di aprile di 478 teste, di cui 290 in Romagna e Bologna, 123 a Pizzighettone, 30 ammalati a Milano e 35 in altre città. H capitano Dal Buono, che nella marcia da Piacenza a Mantova di 114 reclute ne aveva perdute 52 per diserzione, col resto della sua centuria era rimasto a Mantova.
Il Luosi, inviato della Giunta in Romagna, compendiava il 15 aprile la situazione della coorte bolognese con queste parole: Pialla non li sa più tenere!.
Il generale disordine, comune anche alle coorfeì modenese, reggiana e mista, ricadeva, come si è visto, sul comandante Scarabelli che, richiamato da Ancona a Bologna dalla Giunta esprimeva questo accorato giudizio sulla sua Legione, pur difendendo il proprio operato: L'imprudenza, la malignità e la cabala hanno condotto la Legione a tale da dover temere da un istante all'altro qualche esplosione, senza speranza che possa sventarsi.3)
Quanto più ardua, tanto più benemerita riusciva l'opera di riorganizzazione intrapresa dal Becco.
') REGIO ARCHIVIO ni STATO DI BOLOGNA, Giunta, ecc., Lettere IV: Caprara alla Giunta, 15 marzo 1797.
z) IDEM, Giunta, ecc., Lettere Particolari, V: petizione degli ufficiali della I Coorte. 3) IDEM, Giunta, ecc*f Lettere parti co In ri, HI.