Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
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1940
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678
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678 Ci ovanni Natali
quella dei popolo che rappresentate. Viviamo, combattiamo, moriamo, se abbisognerà, per la medesima causa. I popoli liberi non devono avere che una maniera di esistere. Siamo dunque uniti per sempre Voi, i Francesi, e Noi. Era un semplice atto di fraternizzazione.
Ma il Caprara, inviato dalla Giunta in Lombardia per ispezionare le coorti, giunto a Bergamo il 15 marzo, non appena avvenuto il moto rivoluzionario,' temette che i Cispadani si fossero compromessi ad assecondare e presenziare un fatto che egli credeva non sostenuto, almeno apertamente, dai Francesi, e ne informò la Giunta, affinchè intimasse al Guidetti di non compromettersi partecipando ad azioni contrarie al Governo veneto; ma poi, discorrendo col generale Kilniaine, ebbe a comprendere che anzi i Francesi avevano essi voluto e sorretto quel moto, del quale il Guidetti e 1*Agucchi erano stati più spettatori che attori.
Sull'interessante episodio getta luce la seguente lettera del Caprara alla Giunta. *)
Ai Cittadini Colleghi della Giunta di Difesa Generale , TI Cittadino Caprara
Cittadini Milano, li 20 marzo 1797,1 della Eep. Cispadana.
t'accaduto in Bergamo in confuso ve lo scrissi la sera del 15 è mi pare che dissi che quel paese s'era unito alla Lombardia; non è così, perchè tanto i Francesi quanto questa Provincia, almeno apertamente non s'è mescolata per niente in questo affare: anzi perchè ne abbiate preciso il dettaglio vi mando un giornale patriottico qui di Milano, il quale fa tutta la descrizione ev'è ancora una lettera del Generale Ki Ima ine dalla quale rileverete come si regola la Francia in questo emergente. Vi spedisco la presente per staffetta per porvi al fatto di quanto è accaduto in Bergamo, che può aver correlazione in qualche maniera a noi, perchè mi trovo in dovere di awisarvene prima che vi pervenga da altri. Avvertite vi prego ciò che vi ho detto in principio che i Francesi non vogliono prendere parto, o almeno segretamente. D-.nque tanto più credo dobbiamo fare noi. Troverete in una loro stampa del 16 marzo una riga che ho contrassegnata con linea, che parlano della Cispadana come avesse essa stessa acconsentito a dare l'abbraccio fraternale come e-offuAp questo non è, né da- nessun Rappresentante è stata data nessuna commissione ed approvazione. Agocchi arrivò a Bergamo il giorno 15. fa ricevuto con molta buona grazia, fu invitato dal Direttore straniero di questo affare, L'Hcrmite, a trovarsi il giorno dopo alla Municipalità, per esser presente alla lettura del loro Atto Repubblicano e giuramento espresso in questa stampa, vi si portò in compagnia del Capo della Coorte e di due altri ufficiali, senti l'atto, ma non seppe opponi a quella parte che esprimeva quasi T aderenza alla Cispadana. Esso peraltro per nulla interloquì e fuori della sua materiale presenza per niente diede peso alla cosa, né diede nessun segno di particolare approvazione né di alcuna promessa. Io essendo arrivato qui il mercoledì 15, avendo, intoso l'affare di Bergamo succeduto, ho creduto prudente di ritardare la mia andata colà appunto per non regolarmi in mula
M REGIO ARCHIVIO DI STATO DI UOMJGNA, Giunto, ce, Lettere, V.