Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <682>
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Guwanni Natali
Ma queste comunicazioni giunsero tardi, quando già i Ferraresi avevano partecipato alle operazioni condotte dai Francesi per stron­care la controrivoluzione che era scoppiata nelle valli bergamasche e bre­sciane. Lo stesso Guidetti informava la Giunta delle azioni a cui aveva contribuito la sua coorte nei giorni 1, 2 e 3 aprile con vivo successo, soffrendo la perdita di due morti e cinque feriti, fra cui il tenente Rota-Tutto sì apprende dall'interessante rapporto che segue.1J
Ippolito Guidetti Capo détta I Coorte Ferrarese delia Legione Cispadana
Bergamo, 28 Geno. Anno V della Rep. Francese [18 aprile 1797].
Ai Cittì della Giunta di Difesa Generale Cittadini,
La Quarta Coorte Cispadana ebbe la fortuna di poter dare una prova del suo coraggio.
Venerdì 10 germinale partì mi 'distacc0 di Granatieri comandato dal tenente Rota con pochi Cacciatori a cavallo alla volta di Seriate con pure 100 Granatieri Fran­cesi comandati dal Capo Battaglione Cavagliè (sic) per battere li contro-rivoluzionari. Ritrovarono la vanguardia mezzo miglio lontano dal sudd0 paese, che dopo la prima scarica malamente esercitata sui miei si ritirarono per ricaricare con comodo, non avendo cartucce, ma furono più celeri le palle repubblicane, cosicché molti di costoro non ebbero più la soddisfazione di far di nuovo scoppiare i loro fucili. Si avanzarono li Granatieri sempre inseguendo fino a S. Paolo, passarono a Cennati, dove di nuovo trovatili non ne risparmiarono un solo per gridare Viva S. Marco! In questo fatto restd ferito un granatier francese, da un colpo di coltello scagliatoli in qualche distanza da un paesano, a cui per contraccambio li fu tolta la vita, ma facendosi notte retrocessero a S. Paolo dove pernottarono. Sabato 11 de si inoltrarono fino a Trescore, dove passando nacque qualche leggero attacco, ma senza conseguenze, passarono Borgo di Terzo dove li paesani ritirati nelle loro case li attendevano a pie fermo Difatli li permisero entrar nel paese; di poi lasciandoli cadere una pioggia cosi folta e cosi dirotta di foco e piombo che rassomigliavano Borgo di Terzo all'incendiata Sodoma. Fu con gran fortuna sofferta dai nostri, perchè non restò morto che uno dei miei granatieri e feriti due e due officiali* cioè il Ten Rota gravem0 al braccio destro ed il Ten Pons tatto ricoperto di pallini, dei Francesi un cacciatore morto e due di fanteria, e feriti tre cacciatori e due fanti. Ma principiando a romper case e massa­crare giovani, vecchi e figli, non dando quartiere a nessuno, che fra morti, feriti e fuggitivi non si contava più on uomo nel paese, restarono essi padroni di quel sito
infernale/
Passati dal furore alla compassione si limitarono di disarmare le case, fucilare i capi ad altrui esempio, ritornarono gloriosi in Bergamo, accolti in mezzo ai plausi ed agli evviva, chiamandoli loro liberatori.
I! sabato partì per Torre di Baldono tutto il resto dei Granatieri con 20 Fucilieri, comandati dal Cap Deupance, avendo sotto i suoi ordini il Ten Antonio Malavasi,
i) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Giùnta, eee.t Lettere.particolari, III