Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <687>
immagine non disponibile

Notizie e documenti inediti, ecc.*. 687
La Giunta Al Generale in Capo dell'Armata Francése in Italia
Cittadino Generale Bologna, 22 maggio 1797, Anno 1 della Rep. Cisp.
In seguito delle vostre disposizioni annunciate ai Deputati del Corpo Legislativo noi siamo in dovere di esporvi le seguenti riflessioni pregandovi di accoglierle con quella bontà con cui sempre considerate le esposizioni fattevi per natura della nostra rappresentanza.
Collo smembramento della Rep. Cispadana, dello Stato di Modena la Legione rimarrebbe diminuita di una Compagnia di Cavalleria e di tutta V'Artiglieria perchè composta di quasi tutti Modenesi, tanto ufficiali che soldati di quasi tre Coorti e ridotta ad uno sfignramento totale.
Dopo la pubblicazione del Decreto dell'unione e indivisibilità delle provinole Cispadane la Giunta si credette in dovere di non riconoscere nei corpi di truppe più distintamente il Modenese, il Bolognese, il Ferrarese, ma considerandoli tutti di una patria, fondere insieme i rapporti e le corporazioni, giacché lo erano gli interessi: quindi ne è divenuta una quasi impossibilità di separazione individuale nella Legione, la quale abbiamo il piacere di annunciarvi aumentata fino a 3000 uomini per quelle cure che finora ci siamo dati di servire con zelo alla nostra commissione. La Giunta composta ora di cinque membri verrebbe a perderne due che per la loro attività e patriottismo sono molto benemeriti alla causa comune, uno dei quali ha vegliato finora al governo dell'Emilia con felicità di successi; rimanendone poi tre soli, e dovendosi faro una separazione di affari sarebbe di poco sussidio la sostituzione di altri due tolti dall'Emina, nuovi in questa materia che per pochi e laboriosi momenti dovessero occuparsi con noi provvisoriamente.
Osa la Giunta di esporvi ancora, Citt. Generale, che per la divisione di queste Provincie che con tanto entusiasmo avevano celebrata la loro unione, l'abbattimento dei buoni è universale, che la separazione del Modanesc e del Reggiano, le priva delle migliori delle risorse, quale è l'organizzazione dello spirito pubblico in queste due Pro­vincie spiegato meglio e prima che in ogni altra, dove il trionfo della cabala e del pre-tismo è stato sfrontatamente esultante. La speranza universale (se si eccettui la sola città di Bologna per la vista di un suo privato interesse) era di vedersi uniti alla Lombardia, dove l'assistenza del Generale in Capo per la sua organizzazione, dove l'intraprendenza dei suoi rappresentanti, dove l'aspetto della sua forza davano luogo a più felici presagi.
Qualunque sia la vera deliberazione sulla Giunta e sulle Provincie Cispadane, noi siamo obbligati di mettervi sott'occhio questi riflessi, acciò sul nostro conto ci sug­geriate gli opportuni provvedimenti, e acciò non ci rimanga responsabilità sul pubblico voto delle provincie che siamo in debito di rilevare ed esporre per quei tanti molti­plicati rapporti che ci legano con ciascuna di esse.
Conosce la Giunta la somma difficoltà di eseguire lo stralcio .che dalle vostre disposizioni annunciate, pare debba seguire nella Legione; vede con dolore distruggerai quasi tutto il risultato delle sue cure, e si rende tanto difficile la nostra amministra-' zione in questo momento che non potendosi mai tanto rifondere per l'unione della Romagna, quanto vien tolto per lo smembramento del Modenese, restano in tal modo sbilanciati gli interessi e sopraccaricata la responsabilità del nostro impiego, che ci troviamo in situazione (conoscendo la mediocrità delle nostre forze) di chièdere