Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno
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1940
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689
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Notizie e documenti inediti, ecc. 68"
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9 La 5n Coorte sarà unita alla Cispadana. La Legione Cispadana sarà composta di quattro battaglioni e di dne compagnie di artiglieria e di 120 uomini a cavallo. Sarà comandata dal Capo di Brigata Becco. Ogni battaglione sarà di 1000 uomini e organizzato come, un battaglione francese. Essa si riunirà in Bomagna.
10 La Legione Modenese si riunirà ad Ancona. Essa sarà composta di tre battaglioni. Siccome deve far parte della forza armata della Bep Cisalpina necessariamente sarà dato un ordine per la sua organizzazione. Essa avrà due compagnie di cannonieri e 120 uomini a cavallo, i quali si riuniranno egualmente ad Ancona.
11 Il Generale Sahuguet prenderà tutte le misure per la stretta esecuzione del presente ordine.
Bonaparte.
Ricevuto tale decreto per mezzo del conte Caprara delegato presso il Bonaparte, il 1 giugno la Giunta si adunò per l'ultima volta in Bologna e pronunziò il proprio scioglimento. I suoi membri passarono alla elezione dell'ispettore generale per l'organizzazione e completamento della Legione Cispadana e unanimi convennero che tale carica fosse assunta in Bologna da Leopoldo Cicognara e che Giulio Cesare Tassoni assumesse lo stesso ufficio per la Legione Modenese-reggiana che doveva costituirsi in Ancona. La Legione Cispadana, al comando del Becco, su quattro battaglioni alla francese, doveva ancora rimanere autonoma, mentre la Legione. Modenese-reggiana coi contingenti di Massa e Carrara al comando di Fontanella su tre battaglioni, si sarebbe unita alle milizie lombarde o cisalpine.
La divisione dei militi ed ufficiali delle due legioni fu assai difficile, essendo concessa l'opzione, per favorire la scelta del corpo rispondente alla circoscrizione territoriale di ciascuno, e perchè molti, approfittando della minor disciplina di quei giorni di trambusto, si diedero alla diserzione.
H Tassoni si portò immediatamente ad Ancona, dov'erailnerbo delle coorti modenese e reggiana ed ebbe il suo compito facilitato dall'opera del Fontanelli e dell'aver sotto mano la maggior parte del contingente da riorganizzare; il Cicognara invece dovette percorrere un cammino molto epinoso, soprattutto in conseguenza delle condizioni di incertezza politica dei territori di Bologna, Ferrara e Romagna nel cui ambito dovevano svolgersi le sue operazioni.
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JD Cicognara, con attività febbrile, si mise tosto al lavoro, ma incontrava subito l'opposizione del Comitato centrale cispadano, dal quale pur doveva dipendere, e che gli ingiungeva, per ragioni di economia e per incomprensione delle necessità militari, e forse anche per il
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