Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <698>
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698 Giovarmi Natali
Per la nuova situazione determinatasi dalla costituzione della Cisal­pina, la Legione formata ad Ancona con le coorti modenese e reggiana ed altri complementi divenne 3a Legione Cisalpina, e, parte si recò nel Veneto, parte a Corfù, e fu posta poi nell'ordinamento dato alle milizie cisalpine alla fine del 1797, sotto il comando di Filippo Severoli. *> Le coorti bolognese, ferrarese e mista e relativi complementi costitui­rono la 4a Legione Cisalpina, che da prima, ritiratosi del tutto lo Sca-rabelli, restò al comando del Recco nelle stazioni di Ancona, Cesena, Ravenna e Rimini; quando poi il Recco nell'agosto fu richiamato alla sua lla mezza brigata francese, ebbe per comandante interinale Agostino Piella; dalla coorte Emilia provennero le truppe che costi­tuirono la maggior parte della 3a Legione Cisalpina al comando di Nicola Cappi.
Poiché l'assorbimento dei territori ex-cispadani (Bologna e Fer­rara) e romagnoli nella Repubblica Cisalpina non potè essere compiuto definitivamente se non nel novembre del 1797, cosi le tre legioni ebbero, fino a quel tempo, prima di essere assorbite e inquadrate nell'esercito cisalpino, una certa autonomia, ed in modo particolare la 4a, sulla quale il CHcognara esercitò le sue funzioni ispettive fino al novembre, quando entrò a far parte del Corpo legislativo a Milano.
Li tal modo l'Ispezione militare della 4a Legione continuò a sussi­stere in Bologna, in proseguimento della soppressa Giunta di Difesa generale, e fu, si può dire, l'ultima reliquia della Repubblica Cispadana. Finché ebbe vita il Comitato centrale cispadano, e precisamente dai 1 giugno al 29 luglio, il Cicognara, come si è visto, doveva da esso attingere i fondi e le direttive generali, benché poi egli seguisse, contro questa pesante dipendenza, un metodo assai libero, quello cioè di rivol­gersi direttamente al Bonaparte. Abolito il Comitato cispadano, venne a dipendere dal ministro della guerra cisalpino, pur rimanendo soggetto in qualche modo ai generali francesi comandanti nei dipartimenti ex-cispadani.
Fu una cura particolare del Cicognara dare alla sua legione una retta amministrazione e completarne gli effettivi, iniziando subito un nuovo reclutamento 2) e procurando di sostituire nella ufficialità elementi italiani ai francesi, che fra truppe nazionali erano causa di dissidio e di antipatie. 3J
0 Tedi: J?EI.ICE TUBOTTI, Storia dell'armi italiane dal 1706al IBI A, Mano, 1855, libro II, p. 283.
*) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Ispeziona, ecc.. Lettere, B, n. 75. *) IDEM, Ispezione, ecc., Lettere B, ri. 212.