Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <703>
immagine non disponibile

Notizie e documenti inediti, ecc* 703
del Corpo degli Artiglieri e della ispezione sopra i lavori delle due fortezze, che si mettevano in istato di difesa, e finalmente della rimonta dell'artiglieria.
Nel mese di novembre p. s. essendo pervenuta e riconfermata da più. parti in Ferrara la notizia che per vantaggi riportati dall'armata austriaca doveva temersi da un momento all'altro una invasione di Ferrara, la Giunta di Difesa aveva già prese le convenienti misure all'oggetto di porsi opportunamente in salvo, ma il Citt0 Scarabelli propose che frattanto si pensasse ad impedire o ritardare almeno per quanto si potesse al nemico il passaggio del Po, e nell'attuale mancanza di ufficiali francesi in Ferrara, si esibì di andare egli stesso a guardarne le sponde nei contorni di Lagoscuro, quando se gli somministrassero cannoni con quegli artiglieri e soldati della Legione, che si trovavano in quella piazza, Io che poi non ebbe luogo, mentre in tempo che stavasi concertando col Comandante francese di detta piazza una tale operazione, giunsero schiarimenti ufficiali che dileguarono qualunque timore.
Il gradimento della Giunta di Difesa della esibizione fattagli dallo Scarabelli di servire la Federazione anche in qualità di soldato in un'urgenza che si era presa di qualche momento, diede occasione all'altra offerta di levare la Giunta stessa dall'im­barazzo in cui si trovava per la scelta, che non poteva più differirei, di un soggetto a Capo di Legione, dimodoché dopo di essere stati consultati li Governi Provvisori sul partito da prendere o di invitare un oltramontano al comando delle truppe di Repub­bliche Italiane, o di prevalersi di uno dei membri della Giunta, parvegli ritenere di dover contare in circostanze clic detti Governi avevano dichiarato di non avere alcuno in vista dei propri cittadini, a che il Citt0 Giovambattista Guastavillani 'era stato replicatamente pregato senza successo dalla Giunta suddetta, anche colla interposizione degli uffici del Senato di Bologna, ad assumere un tale impegno, venne destinato a capo di Legione il nominato Citt0 Scarabelli, ma per altro in via interinale, e dipen­dentemente dall'annuenza ed approvazione del Generale in Capo, restando perciò fissato che nel caso che quegli volesse devenire alla nomina di altro soggetto a Capo stabile della Legione, s'intendesse destinato Io Scarabelli fin da quel momento al comando dell'Artigueria.
Non essendo dispiaciuta al General Buonaparte la nomina dello Scarabelli a Capo di Legione, quegli continuò nel comando della medesima, ed all'occasione poi della rivista dell'Armata di Romagna data in Bologna il 31 gennaio, avendo egli ricevuto l'ordine dal Generale medesimo di andare in campagna la notte seguente colla Legione, Lo pregò perchè gli venisse assegnato un soggetto capace di instruirlo ed assisterlo pel compimento dell'organizzazione della Legione. Partito quindi nel giorno seguente alla testa del suo Corpo che non ha mai abbandonato, e trovatosi nel successivo giorno all'affare di Faenza, lo Scarabelli adempì ai doveri di un soldato d'onore, ed ebbe la compiacenza di sentirsi dichiarare dalla Generalità francese che la truppa della Repub­blica Cispadana si era mostrata al nemico in quel miglior modo che si potesse pretendere da truppa di nuova leva.
La Legione pervenuta in Fano, e sempre contenuta in guisa da non dare occasione di lagnanze nei di lei passaggi per li diversi contadi, fu colà raggiunta dal Citt0 Recco che è corso di nazione e Capo della 11n mezza brigata nell'annata francese, stato prov­visoriamente destinato dal General Buonaparte alla Legione Cispadana per gli oggetti per i quali era stato pregato in Bologna dallo Scarabelli,
La Giunta di Difesa Generale forse non bene informata della mente nò del tenore dell'ordine del Generale in Capo, che era stato direttamente notificato in Fano allo Scarabelli, ritenne purificato il caso da lei già contemplato fin da principio della nomina