Rassegna storica del Risorgimento
1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno
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1940
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Giovanni Natali
di un nuovo Capo di Legione ed ordinò allo ScarabclK di passare ad assumere in Fer-r rara il comando dell'Artiglieria. Questi cercò di persuaderla che si equivocava circa la qualità della commissione del Citt0 Recco e ne scrisse anche a Tolentino al Citt0 Caproni, pregandolo di averne parola col Generale in Capo nel caso che non fosse appagato delle osservazioni da lui fatte, ma quegli si restrinse nella di lui risposta a fargli sentire la propria sorpresa, che egli si lagnasse di non poter conservare un impiego, che da principio gli era stato conferito in via soltanto interinale, e non valutò punto le circostanze sopravvenute, né la nota di cui sarebbe stato macchiato Io Scara belli colla intempestiva di lui rimozione del comando del suo corpo in pendenza della campagna dal medesimo intrapresa per ordine datogli di viva voce dal Generale in Capo nell'atto della rivista dell'Armata e dopo un'azione, alla quale egli si era presentato alla testa del suo Corpo.
Ciò nonostante persuaso lo Scarabelli che si procedesse a di lui pregiudizio all'insaputa e contro l'espressa volontà del Generale in Capo, e d'altronde poi determinato a non dimettersi dal di lui impiego per assumerne uno subalterno durante la campagna, senza processo e decreto di un Consiglio di Guerra che lo degradasse, e dopo di aver prevenuto il Citt0 Caprera di tale di lui fermo proponimento, si presentò in Ancona al Generale in Capo e lo rese inteso dell'equivoco che veniva fatto dalla Giunta circa la natura della destinazione del Citt0 Recco e lo pregò di dare qualche dichiarazione che tagliasse alla radice l'equivoco stesso e purgasse lo Scarabelli da quel discreditò di chi si era macchiato in faccia di tutto il mondo colla inserta sui pubblici fogli della falsa notizia della seguita di lui destinazione per il fatto del Generale in Capo.
H Generale si mostrò di molto sorpreso di quanto gli veniva esposto e colla solita di lui bontà per lo Scarabelli gli spiegò che non aveva mai pensato di destituirlo dal comando della Legione, in tempo che egli era molto contento di lui e di tutta la sua' truppa ed ordinò nell'istante al Generale Berthier Capo dello Stato Maggiore di stendere una dichiarazione del tenore seguente:*
Liberté Egali té
État Major General Au Quartier General d'Ancone 2 Ventose An. V de la Rep. Frangaise une et indrvisiblc
Le General de Division Chef de l'Età t Major au C. Scarabelli Com. la Légion Cispadane.
Je vous previene, Citoyen, que le General en Chef n'a jamais eu l'intention de vous òter le commandement de la Légion Cispadane, et que le C" Recco, qui est Chef de la ll!ro* y2 Brigade d'Infanterie de l'Arméè de la Rep. Frangaise n'est employó que prowisoirement dans la Légion Cispadane pour de concert avec vous opèrer son organÌ8ation.
Le General en Chef ne doute pas des egards et du zèlo que vous aurea à vous
concilier avec le C" Recco oflicier de mente, lequel de son coté uè negligerà rien pour ce
qui peut intéresser la formation et I'organisation de la Légion Cispadane. Vous ne
regarderez dono le C Recco que cornino Inspecteur chargé de surveiller cctte
organisation.
Alex. Berthier.
*
T>i tale dichiarazione fu spedita copia alla Giunta di Difesa generale, si fece seguire la disdetta nei fogli della destituzione dello Scarabelli e questi continuò nel comando della Legione, colla lusinga che non potesse più cader dubbio sulla di lui stabilità nel-!'impiego, massimamente poi dopo di avere condotta con successo la Legione in un
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