Rassegna storica del Risorgimento

1796-1797 ; LEGIONE CISPADANA
anno <1940>   pagina <706>
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Giovatmi Natali
sono accaduti molti inconvenienti nella Legione, clic dai maleintenzionatì e dai caba­listi potrebbero imputarsi a me, benché siano conseguenze necessarie e prevedute della mancanza di tutto che potrebbe occorrere per tirar partito dalla truppa.
Partitosi da Ancona lo Scarabelli, dopo di aver lasciato al Citt0 Ispettor Becco il comando interinale di minile tre Coorti che sono colà di guarnigione, ai è portato a Bologna e gli è stato fatto sentire dalli due membri della Giunta Rangone e Tassoni che l'improvviso di lui richiamo nel seno della Giunta medesima si è da lei ritenuto per un provvedimento opportuno a troncare il progresso di male intelligenze, prodotte fra il Capo della Legione e 1* Ispettore suddetto, dall' incrociamento di ordini contrad­dittori della Giunta a proposito di un nuovo sistema di amministrazione e di impiegai i nella medesima, che volsi attribuire a meri sbagli di segreteria della Giunta.
Dovendo declinare Io Scarabelli per quanto è possibile senza mancare al proprio dovere dal mettere in vista le vere sorgenti di tutti i disordini della Legione, si è ristretto a dichiarare che per colpe non sue egli non sacrificherà mai pacificamente le proprie convenienze coll'acccttazione di un impiego militare inferiore a quello di cui è stato rivestito per consenso di tutte le provincie della Repubblica e che ha sostenuto finora con soddisfazione del Generale in Capo e di altri Generali delle Armate francesi senza formale decreto di un Consiglio di Guerra, che lo condanni a tale degradazione; ma gli è stato risposto dalli nominati Citt1 Rangoni e Tassoni, che fu parimenti un equivoco l'esibizione fattagli nella suddetta lettera del Comando del Corpo degli artiglieri, perchè questo è una parte della Legione subordinata anch'essa al Capo della medesima, e gli è stato soggiunto che non se gli proporrebbe mai di dimettersi dal comando della Legione s e non che per destinarlo a Ministro di Guerra oppure ad Ispettor Generale delle For-t ezze e dell'Artiglieria della Repubblica, e di fatti si è continuato e si continua fino al momento presente dalla Giunta medesima a riguardare Io Scarabelli come Capo della Legione col dirigersi a lui tutti gli ordini, almeno per ciò che riguarda la forza della Legione degente in Bologna.
Apprezzando lo Scarabelli come si conviene le sovra enunciate verbali dichiara­zioni dei suddetti membri della Giunta, ha rinnovate le sue proteste di essere pronto a servire la Repubblica in quel modo che piacerà di destinarlo, semprechè non si esigano da lui sacrifizi non necessari al maggior bene della medesima
Bologna, 29 aprile 1797.
Gen'6 Scarabelli, Capo di Legione 1 )
*J RECIO ARCHIVIO DI STATO ut BOLOGNA, Direttorio Esecutivo Cispadano, Recapiti, Busta 51.