Rassegna storica del Risorgimento

CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
anno <1940>   pagina <711>
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I reclusi di Civita Castellana, ecc. 711
Queste Memorie sono state già largamente usate da vari autori, a cominciare dai fratelli Spadoni fino ai compilatori della recentissima Enciclopedia biografica e bibliografica italiana, che si sono giovati del­l'elenco da noi altra volta pubblicato. Le Memorie del Giulini sono, a parte qualche lieve svista o ripetizione, di notevole esattezza e con­sentono non solo di ricostruire la vita nel reclusorio per un periodo di più che Un quarto di secolo, ma anche di raccogliere dati e informa­zioni di prima mano sul movimento patriottico nello Stato Ponti­ficio. In questo, più che altrove, per tornare a quanto si diceva cominciando, le schiere liberali non sono alimentate soltanto dalla borghesia, ma accolgono uomini di ogni ceto e di ogni provenienza sociale, almeno per il periodo fino al 1845. Non è già una sola classe che partecipa ha notato il Sorbelli per gb' armi 1831-32 quella dei più evoluti e degli uomini colti o infine della borghesia, come s'è troppo spesso fino ad ora affermato o tentato di dimostrare. No: per Bologna e la Romagna può dirsi, è tutto il popolo; meglio, sono tutti gli abitanti (e non cittadini solamente) che concorrono. *) E quanto il Sorbelli afferma per Bologna e la Romagna risulta vero anche per le Marche, dove nobili e possidenti, uomini colti e professionisti, preti e militari si accompagnano a fornaciai, cursori municipali, contadina facchini ed operai. Afferma, è vero, il Re, che gli appartenenti alle professioni rurali restano in assoluta minoranza, e quando appaiono, figurano, il più delle volte, in cause che hanno scarso o niun valore politico; o in realtà ne hanno uno solamente economico, 2) ma questo, ci sembra, è soprattutto da tener presente per il periodo successivo al 1848. Ci si può, per lo meno, chiedere se non abbia ragione il Green-field nel ritenere alquanto arbitraria la definizione del termine bor­ghesia soggetta ad ambiguità ed oscillazioni. In ogni caso, se nello Stato Romano la rivoluzione del 1848-49 fu fatta quasi uricamente dalla borghesia dei centri urbani , come sostiene il Re, sarebbe anti­storico non prendere in considerazione <c la partecipazione materiale della borghesia minuta e della classe operaia. Perchè, pur concesso, come dice il Michela, che le pilastre plus robuste qui servit d'appui au mouvement vers l'unite du royaume d'Italie a été constitué par la
i) SORBEUJ, op. cit., pp, XVin-XIX. Vedi anche A. M. CIÌISAI.BEKTI, Cospi­razioni dal Risorgimento, Palermo, Chini, 1938, pp. 12-15. Per il problema dell'impor­tanza del fattore borghese ved. R. MICKELS, Quelques apercus sur Vhistoire do la bour-eeoisìe italienne au XIX* siiteli!, in Raimo historiquo t, CLXX, 1932, e ora K. ROBERT GREENFIELD, Economia liberalismo nel Risorgimento, irati, ital., Bari, Laterza,
1940, pp. 8-9.
2) Sluto degli inquiniti il.., voi. I. pi XXIV.