Rassegna storica del Risorgimento

CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
anno <1940>   pagina <716>
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716 Alberto M. Ghisalberti
varie commendatìzie. Questo soggetto 6 persona che un giorno fu addetto alla setta dei cosidctti Carbonari, e sebbene nella sua condotta non abbia qui apparentemente dato motivo a particolari osservazioni e che potrebbe anche darai che fosse di già rientrato in se stesso, ciò non ostante credo bene di riservatamente farle la presente comunicazione per quelle viste di sorveglianza, che nella di lei saviezza ed avvedu­tezza credesse opportuno di adottare.
E la saviezza e avvedutezza di mons. Delegato apostolico di Ancona venivano ancor meglio sollecitate da Roma con una lettera del 15 maggio, che troviamo nella ricordata Miscellanea, nella quale si impartiva un ordine di arresto e di perquisizione contro il Giulini. Mette conto di riportare il documento, che ci fornisce notevoli ragguagli sulla precedente attività del Fanese.
Dagli atti esistenti in questo mio ufficio, e dalle risultanze del processo intrapreso nel Regno LombardoVeneto, e comunicatomi da S. A. il Sig. Principe di Metternik si ravvisa implicato nelle passate manovre settarie un tal Pacifico Giulini, che per qualche tempo ha dimorato in Ferrara, ed ora trovasi costà addetto al servizio di un ufficiale de' Carabinieri.
Egli nell'ottobre del 1817 dalla Città di Ferrara con quell'aw.to Tommaso Tom-masi, e col dott. Foresti si portò in Rovigo nel Veneto, e nella Locanda Ponzetti inter­venne ad un pranzo in cui furono altri circa 20 individui della stessa specie e furono fatti dei brindisi per la loro felicitazione. Egli si manifestò da lungo tempo addetto alla Società Carbonica, qualificato col grado di Maestro, istruito delle cose più impor­tanti della Società stessa ed in piena cognizione dei principali settari delle Marche. Egli scrisse delle lettere concernenti gli oggetti della stessa Società a un tal Villa della Fratta per commissione dello stesso aw.to Tommasi da cui furono firmate col fittizio nome di Spartaco. Egli infine continuò a mantenere la corrispondenza, i rapporti con quei settari.
Dalle deposizioni di Antonio Villa, di Domenico Gundati, di Dome­nico Zona, di Natale Maneo ecc., sappiamo inoltre che il Giulini tornò più tardi a Fratta, a Crespino e a Polesella (gennaio 1818) per esigere una contribuzione straordinaria dagli affigliati. x) E logico, quindi, che apparisse sommo interesse del Governo che tutte le carte di cui è pos­sessore il Giulini, cadano in suo potere nell'atto stesso del di lui arresto. E cosi il tenente colonnello Liberati con un agente si recò a casa del Gianni e poi a" quella dell'Alt ertazzi, dove eseguì la più scrupo­losa ricerca delle carte e procedette all'arresto del carbonaro, che
J) D. SPADONI, in Dizionario dal Risorgimento Nazionale cit., voi. Ili, p. 237. Vedi anche per più precisi ragguagli i costituti malamente pubblicati da A. PrnnANTONr, I Carbonari dello Stato Pontificio ricercati dalle inquisizioni austriache nel Regno Lom­bardo-Veneto, Roma, 1910, segnatamente voi. I, pp. 98, 100,104, 107,108, HO, 113, 114, 115,117, 119, 12L 123, 124, 129 ecc. Altro costituto notevole è quello di Girolamo Lombardi, ivi, pp. 134-154.