Rassegna storica del Risorgimento

CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
anno <1940>   pagina <718>
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Alberto JW. GhisaIberti
attivi alla organizzazione insurrezionale, giustificando il proprio arrèsto, avvenuto il 2 novembre 1831 (e non il 29 dicembre, come afferma lo Spadoni nel citato Dizionario). Una minuta di Decisione della 3" Causa romana di cospirazione nella quale egli figura secondo inquisito subito dopo Felice Scifoni, così ci descrive sommariamente la sua attività:
Dee bensì rispondere [escludendo la rcsponsabilìtù del Ginlini peri tumulti avvenuti successivamente nel Forte di Civita Castellana] tanto delle cospirazioni del 10 decembrc e 12 febbraio, quanto di quella che si ordiva nel luglio successivo. Insorge a combattere la di lui negativa la causa impulsiva dedotta del suo stato indigente, e dalla lusinga di migliorar fortuna presso la promessa di un impiego nella Polizia di Ancona; la parte che prese respettivainente nelle cospirazioni del decembrc e del febbraio prece­dute da riunioni settarie colla seduzione dello spontaneo e del Sergente di artiglieria Tonti, e coli'essere stato l'istigatore del Coglila e di altri; ') la di lui gita a Porto d'Anzio per commissione de' settari onde aversi pronta la ritirata in caso di soc­combenza; le relazioni con alcuni dei principali cospiratori; la conoscenza dei giorni ne' quali dovevan le due rivolte seguire, e di quanto dovevasi operare; il carico che si diede per avvertirne i complici; la di lui interessenza in Piazza Colonna nel punto del seguito tumulto, tuttoché disarmato; la sua quasi immediata partenza da Roma, sua riunione in Temi ai rivoltosi e le sue false deduzioni per farsi credere colà arrestato d'ordine del Sercognani.
Circa la 3a cospirazione concorre il di lui intervento alle delittuose adunanze nelle case Coglila, Uffreduzzi e de Angelis, nella Bottega del Magni, nell'atrio del Palazzo Polidori, nella Piazza di S. Lorenzo in Lucina, nell'osteria al Vicolo delle Grotte e nell'altra dell'Antico Grottino, intervento risultante dal deposto non solo dello spon­taneo, ma eziandio di più correi;2) l'intrinsichezza collo Scifoni ed i sussidi da esso ricevuti si per sé che per i complici; 3) la di lui coopcrazione in far proseliti; l'abboc­camento tenuto con alcuni complici, seguito appena l'arresto del de Angelis e la parte che prese, uditi appena i primi arresti, per l'occultamento delle carte ed altri oggetti ritenuti dallo Scifoni; il sospetto (benché insussistente) in cui cadde più volte presso i cospiratori che desso avesse fatto qualche rivelo al Governo ed i rimproveri che ne ricevette; e finalmente le sue precedenti inquisizioni per oggetto politico in Ancona, in Roma e negli Atti Rivarola tendenti, a corroborare le premesse imputazioni, nonché la di lui qualità di settario dedotta non meno dalle inquisizioni medesime che dalla sua confessione stragiudiziale a due deponenti.4)
Con queste imputazioni, nel clima di quegli anni, la conseguenza non poteva essere che Vad decennium che si legge in fondo alla minuta di Decisione* E a dieci anni di galera fu infatti condannato il Giulini
J) Vedi irà Pietro Tonti, DEL PIANO, op. cit., pp. 13, 18, 43, e sul macchinista Pietro CoguTa, id., pp. 331, 373, 374.
2) Vedi per l'ultimo tentativo rivoluzionario romano e per i compagni dello Scifoni e del Giulini, DEI. PIANO, op, di., pp. 331-338.
3) Felice Scifoni, del quale nel Musco Centrale del Risorgimento a Roma esistono interessanti memorie autobiografiche, Libro di rimembranze storiche.
<) R. ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, Miscellanea eh., n. 2751, busta 88.