Rassegna storica del Risorgimento

CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
anno <1940>   pagina <719>
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I reclusi di Civita Castellana, ecc. 719
con altri nove coinquisiti dalla Congregazione politica speciale di Roma il 14 marzo 1833. La sentenza, intimatagli il 20 dello stesso mese, gli decorreva dal 2 febbraio 1832, cioè circa due settimane prima del suo ingresso in Civita Castellana, di eui aveva varcato le soglie il 5 feb­braio. 3 Mentre era in attesa della sentenza a Civita Castellana, ebbe a correre il rischio di dover anche rispondere di scritti e fatti delittuosi commessi entro lo stesso Forte e ebe costituiscono una evidente com­prova della loro pertinenza e costante attaccamento al partito rivolu­zionario. Ma, per sua fortuna, egli non risultò implicato nei disordini accaduti nel Forte perchè segregato in allora dagli altri detenuti. La famiglia, intanto, gli era cresciuta, e il pensiero delle non felici condizioni in cui l'aveva lasciata turbava i giorni del Giulini. Le preoc­cupazioni per i suoi cari lo spingevano ad inviare nel settembre, mentre era ancora in angosciosa attesa dell'esito del processo, una supplica al Pontefice per invocare un sussidio a favore della moglie e dei figli. 2* E la supplica accompagnava con una lettera a monsignor Grimaldi, Governatore di Roma e Direttore generale di polizia, ebe mette conto di far conoscere:
Eccellenza Reverendissima,
la domanda che fa Pacifico Giulini Oratore alla Santità di N< S. non può non essere coadiuvata con tutto l'interessamento dall'E. V. R. Un padre di cinque infe­licissimi figli privato della libertà individuale e racchiuso in un Forte viene impos­sibilitato nella sua situazione recare alcun sollievo ai suoi cari pegni. La di lui causa è ancora pendente, uè vuole per ciò interloquirvi, quantunque, a buon dritto, potrebbe chiederne uno schiarimento sul troppo lungo silenzio, da che sono 10 mesi che gli vennero fiscalmente contestate le di lui pretese politiche incolpazioni. Non volle fin qui mai esser molesto al Governo per proprio conto, aspettando, come gli venne fatto credere sino da molti mesi e continuato quasi quotidianamente un simile linguaggio,
1) La traduzione del Giulini, insieme con lo Scalabrini e il Farne ti, da Castel Sant'Angelo a Civita Castellana fu ordinata il 14 febbraio 1832 al barone Ancaiani, castellano del Forte Sant'Angelo. II Comandante la Compagnia scelta dei Carabinieri dovette disporre perchè il movimento avvenisse la notte. II maggiore Ferdinando Colasanti avverti poi il Governatore di Roma che i tre gli erano stati débitamente consegnati la sera del 15 febbraio e il primo collocato in separata segreta e situati gli altri due in luogo di latga dentro della relegazione (R. ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, Miscellanea cit., n. 2751, busta 88). Vcd. il testo della sentenza in DEL PIANO, op. cii., pp. 372-376. Altri diecìJurouo condannati a tre anni di opera pubblica; sei furono dimessi. II termine di inizio delle condanne decorreva per tutti e dopo tre mesi della rispettiva loro carcerazione .
2) U 14 febbraio 1832 la moglie nello scrivergli per chiedere notizie di carte riguardanti una causa, lo informava: Li figli ed io siamo in ottima salute, cosi Anto­nio, e HO la passiamo assai meschinamente, li figli vi chiedono la Santa Benedizione, Addio. (R. ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, Miscellanea cit., n. 2751, busta 88, ove pure la lettera al Grimaldi). '